Il saggio concerne la messa in mora delle tesi avanzate da recenti correnti di pensiero, come la neuroetica, che riconducono il comportamento morale a possibili fondamenti biologici, neurologici ed etologici. In questo contesto, il Super-io perderebbe la sua connotazione di soggetto psichico addetto alle funzioni morali censorie e normative, per ridursi a “elemento neuronale dell’architettura cerebrale”, oppure a “componente strutturale dell’articolazione emozionale-corporea dell’umano”.

Tra neuroscienze e neuroetiche. Che fine ha fatto il Super-io freudiano?

Ines Crispini
2017-01-01

Abstract

Il saggio concerne la messa in mora delle tesi avanzate da recenti correnti di pensiero, come la neuroetica, che riconducono il comportamento morale a possibili fondamenti biologici, neurologici ed etologici. In questo contesto, il Super-io perderebbe la sua connotazione di soggetto psichico addetto alle funzioni morali censorie e normative, per ridursi a “elemento neuronale dell’architettura cerebrale”, oppure a “componente strutturale dell’articolazione emozionale-corporea dell’umano”.
2017
978-88-6866-302-5
neuroetica, comportamento morale, soggetto morale
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11770/297799
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