De Sanctis A, Architectonic survey and mediation techniques, in Procedures XXVIII International Conference, Lerici 2006. Abstract: before being procedures of research, analysis and interpretation, the survey is a way of doing things and “dialogue” with the work, for the purposes of architectonic understanding; its results, with the selections and the “alterations” that they inevitably involve, represent the achievement of an order of knowledge which becomes readable. The traditional survey requires, in order to work, an organization of the real elements, making clear hierarchies and conditions of reading for which identify the analytical actions to undertake. The machinery that we use nowadays for the survey, don’t contemplate and don’t regard as necessary neither the observation neither the “matching” with the work that we want to survey; during their applications they don’t try to adapt to the real solutions and not even to consider them in view of the final result. As U. Galimberti wrote (Psiche e techne, 2004), the techniques “work” and in their working is not included the selection of the architectonic components or the seeking of answers to the questions of who notes.

De Sanctis A., Rilevamento architettonico e mediazioni tecniche, in Atti XXVIII Convegno Internazionale, Lerici 2006. Abstract Ancor prima di essere procedura di ricerca, analisi o interpretazione il rilevamento è un modo di fare e di “dialogare” con l’opera, ai fini della conoscenza architettonica; i suoi esiti, con le selezioni e le “alterazioni” che comunque comportano, altro non sono che il raggiungimento di un ordine di conoscenza che, soprattutto per le motivazioni di chi promuove l’azione di rilevamento, si rende leggibile. Il rilevamento tradizionale, per avere effetto, richiede subito un’organizzazione degli elementi reali, rendendo evidenti gerarchie e condizioni di lettura ed è per queste che individua azioni analitiche da seguire. I macchinari che oggi utilizziamo per il rilievo e le logiche che li muovono, non valutano preventivamente e non prevedono come necessarie né l’osservazione, né occasioni d’incontro con l’opera da rilevare; nelle loro applicazioni non cercano di adeguarsi alle soluzioni reali e neppure di considerarle in vista del risultato da raggiungere. Come scrive U. Galimberti (Psiche e techne, 2004), le tecniche “funzionano” e nel loro funzionare non rientra la selezione dei componenti architettonici, o la ricerca di risposte agli interrogativi di chi rileva.

Rilevamento architettonico e mediazioni tecniche

DE SANCTIS, Aldo
2006-01-01

Abstract

De Sanctis A, Architectonic survey and mediation techniques, in Procedures XXVIII International Conference, Lerici 2006. Abstract: before being procedures of research, analysis and interpretation, the survey is a way of doing things and “dialogue” with the work, for the purposes of architectonic understanding; its results, with the selections and the “alterations” that they inevitably involve, represent the achievement of an order of knowledge which becomes readable. The traditional survey requires, in order to work, an organization of the real elements, making clear hierarchies and conditions of reading for which identify the analytical actions to undertake. The machinery that we use nowadays for the survey, don’t contemplate and don’t regard as necessary neither the observation neither the “matching” with the work that we want to survey; during their applications they don’t try to adapt to the real solutions and not even to consider them in view of the final result. As U. Galimberti wrote (Psiche e techne, 2004), the techniques “work” and in their working is not included the selection of the architectonic components or the seeking of answers to the questions of who notes.
2006
De Sanctis A., Rilevamento architettonico e mediazioni tecniche, in Atti XXVIII Convegno Internazionale, Lerici 2006. Abstract Ancor prima di essere procedura di ricerca, analisi o interpretazione il rilevamento è un modo di fare e di “dialogare” con l’opera, ai fini della conoscenza architettonica; i suoi esiti, con le selezioni e le “alterazioni” che comunque comportano, altro non sono che il raggiungimento di un ordine di conoscenza che, soprattutto per le motivazioni di chi promuove l’azione di rilevamento, si rende leggibile. Il rilevamento tradizionale, per avere effetto, richiede subito un’organizzazione degli elementi reali, rendendo evidenti gerarchie e condizioni di lettura ed è per queste che individua azioni analitiche da seguire. I macchinari che oggi utilizziamo per il rilievo e le logiche che li muovono, non valutano preventivamente e non prevedono come necessarie né l’osservazione, né occasioni d’incontro con l’opera da rilevare; nelle loro applicazioni non cercano di adeguarsi alle soluzioni reali e neppure di considerarle in vista del risultato da raggiungere. Come scrive U. Galimberti (Psiche e techne, 2004), le tecniche “funzionano” e nel loro funzionare non rientra la selezione dei componenti architettonici, o la ricerca di risposte agli interrogativi di chi rileva.
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