Le relazioni di amicizia e di amore, messe in atto dai giovani, ap-paiono caratterizzate da una provvisorietà e revocabilità dei legami, da loro vissuti come una condivisione di emozioni e sentimenti legati al qui ed ora. Basti pensare, ad esempio, alle tribù giovanili descritte da Michel Maffesoli nelle quali ci si riconosce sulla base dell’emozione condivi-sa, una esperienza affettivo–immaginativa propriamente estetica che può essere letta nei termini di un «ritorno dell’importanza del locale, della tribù e del bricolage mitologico» Se — come sostiene Maffesoli — l’orientamento verso il gruppo è il perno dell’esperienza giovanile, oggi i giovani possono riconoscersi nel “noi fusionale” di un gruppo (qualunque esso sia e qualunque sia-no le motivazioni per le quali vi aderiscono) legato più ad «un’etica dell’estetica» che non ad una profonda comprensione della dimensio-ne dell’alterità.Sulla base di queste considerazioni, si può ipotizzare che le relazioni dei giovani con amici e partner rispecchino tanto sentimenti vissuti in solitudine, quanto il bisogno di non fermarsi alla jouissance iniziale, al solletico dell’Altro, ma di incontrarlo davvero; una dimensione, quest’ultima, che sembra fermarsi sull’orlo dell’abisso — inteso come possibilità di rischiare il salto nel buio per crescere — e trasformarsi, molto spesso, nel desiderio di un “altrove” che poggia solo sul «vuoto delle apparenze»

“Amicizia e amore”

PERFETTI, Simona
2008-01-01

Abstract

Le relazioni di amicizia e di amore, messe in atto dai giovani, ap-paiono caratterizzate da una provvisorietà e revocabilità dei legami, da loro vissuti come una condivisione di emozioni e sentimenti legati al qui ed ora. Basti pensare, ad esempio, alle tribù giovanili descritte da Michel Maffesoli nelle quali ci si riconosce sulla base dell’emozione condivi-sa, una esperienza affettivo–immaginativa propriamente estetica che può essere letta nei termini di un «ritorno dell’importanza del locale, della tribù e del bricolage mitologico» Se — come sostiene Maffesoli — l’orientamento verso il gruppo è il perno dell’esperienza giovanile, oggi i giovani possono riconoscersi nel “noi fusionale” di un gruppo (qualunque esso sia e qualunque sia-no le motivazioni per le quali vi aderiscono) legato più ad «un’etica dell’estetica» che non ad una profonda comprensione della dimensio-ne dell’alterità.Sulla base di queste considerazioni, si può ipotizzare che le relazioni dei giovani con amici e partner rispecchino tanto sentimenti vissuti in solitudine, quanto il bisogno di non fermarsi alla jouissance iniziale, al solletico dell’Altro, ma di incontrarlo davvero; una dimensione, quest’ultima, che sembra fermarsi sull’orlo dell’abisso — inteso come possibilità di rischiare il salto nel buio per crescere — e trasformarsi, molto spesso, nel desiderio di un “altrove” che poggia solo sul «vuoto delle apparenze»
2008
978-88-548-2139-2
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