La terza edizione della monografia La cabala dell’asino. Asinità e conoscenza in Giordano (premessa di Ilya Prigogine, prefazione di Eugenio Garin, Milano, La nave di Teseo, 2017) è stata profondamente riscritta e arricchita. Per la valutazione accludo tre sezioni: 1) Nel capitolo 9 (§§ 9.5-9.8, pp. 136-158) ho ricostruito per la prima volta presenze ed echi di alcuni importanti autori (Orazio, Properzio, Pico, Erasmo) in famosi versi del De monade, in cui Bruno invita a cimentarsi in grandi imprese, senza lasciarsi scoraggiare dagli ostacoli e dalle sconfitte. 2) Nel capitolo 6 (§ 6.4, pp. 76- 82) – partendo dal motto Omnium rerum vicissitudo est che nel Candelaio viene legato al bellissimo racconto dell’asino e del leone – ho individuato un emblema di Jacques Boissard, presente nel manoscritto autografo redatto tra il 1582 e 1583 e concepito proprio nello stesso periodo in cui a Parigi veniva pubblicata la commedia bruniana. 3) Nel capitolo 14 (§ 14.1, pp. 289-292) ho segnalato, a proposito del tema delle traduzioni in volgare, un parallelismo tra un brano del De la causa di Bruno e un passo dei Capricci del Bottaio di Giovan Battista Gelli. 4) Nel capitolo 4 (§ 4.1, nota 8, p. 39) ho individuato un riscontro tra un passo dello Spaccio di Bruno e un frammento di Eraclito, a conferma dell’interesse del Nolano per quei filosofi che oggi chiamiamo Presocratici. Il libro è tradotto in sette lingue: francese (Les Belles Lettes, Parigi), giapponese (Toshindo, Tokio), cinese (Oriental Press, Pechino), Portoghese-brasiliano (Caxias do Sul, EDUCS).
La cabala dell’asino. Asinità e conoscenza in Giordano Bruno (nuova edizione accresciuta: con nuovi capitoli e numerose aggiunte)
Ordine Diamante
2017-01-01
Abstract
La terza edizione della monografia La cabala dell’asino. Asinità e conoscenza in Giordano (premessa di Ilya Prigogine, prefazione di Eugenio Garin, Milano, La nave di Teseo, 2017) è stata profondamente riscritta e arricchita. Per la valutazione accludo tre sezioni: 1) Nel capitolo 9 (§§ 9.5-9.8, pp. 136-158) ho ricostruito per la prima volta presenze ed echi di alcuni importanti autori (Orazio, Properzio, Pico, Erasmo) in famosi versi del De monade, in cui Bruno invita a cimentarsi in grandi imprese, senza lasciarsi scoraggiare dagli ostacoli e dalle sconfitte. 2) Nel capitolo 6 (§ 6.4, pp. 76- 82) – partendo dal motto Omnium rerum vicissitudo est che nel Candelaio viene legato al bellissimo racconto dell’asino e del leone – ho individuato un emblema di Jacques Boissard, presente nel manoscritto autografo redatto tra il 1582 e 1583 e concepito proprio nello stesso periodo in cui a Parigi veniva pubblicata la commedia bruniana. 3) Nel capitolo 14 (§ 14.1, pp. 289-292) ho segnalato, a proposito del tema delle traduzioni in volgare, un parallelismo tra un brano del De la causa di Bruno e un passo dei Capricci del Bottaio di Giovan Battista Gelli. 4) Nel capitolo 4 (§ 4.1, nota 8, p. 39) ho individuato un riscontro tra un passo dello Spaccio di Bruno e un frammento di Eraclito, a conferma dell’interesse del Nolano per quei filosofi che oggi chiamiamo Presocratici. Il libro è tradotto in sette lingue: francese (Les Belles Lettes, Parigi), giapponese (Toshindo, Tokio), cinese (Oriental Press, Pechino), Portoghese-brasiliano (Caxias do Sul, EDUCS).I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.