La direzione delle odierne politiche territoriali si sta orientando in modo preponderante verso il concetto di ‘sviluppo sostenibile’, intraprendendo una rotta resa necessaria dall’incessante aggravarsi delle problematiche ambientali planetarie. Le tre dimensioni della sostenibilità – economica, sociale ed ambientale – richiedono un trattamento equilibrato e dinamico, che non punti al mantenimento di uno ‘status quo’, ma si muova nella direzione del cambiamento (ARPAFVG, 2014). I diciassette obiettivi individuati dall’Agenda 2030 guidano le Nazioni Unite verso interventi finalizzati al raggiungimento di tale equilibrio, stimolando azioni e strategie da intraprendere in aree territoriali ritenute particolarmente significative. In questo quadro, le marginalità urbane rappresentano aree di sperimentazione ideali, purché reinterpretate come sub-ambiti da valorizzare e trasformare in punti nevralgici della città stessa. Il presente contributo descrive i primi risultati di una ricerca volta ad identificare le opportunità di sviluppo di questi contesti, attraverso la loro evoluzione in un nuovo modello integrato, denominato Smart Urban District, che sia in grado di coniugare i paradigmi tipici delle smart city con la scala di intervento del distretto, ritenuta ideale per la costruzione di un modello facilmente replicabile. Scopo della ricerca è la costruzione di uno strumento capace di valutare, mediante specifici indicatori raggruppati in categorie, l’effettiva sostenibilità di un’eventuale trasformazione dell’area marginale indagata, nonché – in caso di esito positivo – di indirizzare verso la macro-categoria di distretto (produttivo, residenziale o culturale) ritenuta più adatta. Il lavoro si ripropone di fornire un contributo utile a contrastare l’incalzante crisi globale intervenendo sul locale, aprendo nuovi scenari di sviluppo in grado di far emergere le aree considerate dalla loro condizione di margine.

Smart Urban District per la valorizzazione di aree "marginali"

Francini M.;Margiotta N.;Palermo A.;Viapiana M. F.
2020

Abstract

La direzione delle odierne politiche territoriali si sta orientando in modo preponderante verso il concetto di ‘sviluppo sostenibile’, intraprendendo una rotta resa necessaria dall’incessante aggravarsi delle problematiche ambientali planetarie. Le tre dimensioni della sostenibilità – economica, sociale ed ambientale – richiedono un trattamento equilibrato e dinamico, che non punti al mantenimento di uno ‘status quo’, ma si muova nella direzione del cambiamento (ARPAFVG, 2014). I diciassette obiettivi individuati dall’Agenda 2030 guidano le Nazioni Unite verso interventi finalizzati al raggiungimento di tale equilibrio, stimolando azioni e strategie da intraprendere in aree territoriali ritenute particolarmente significative. In questo quadro, le marginalità urbane rappresentano aree di sperimentazione ideali, purché reinterpretate come sub-ambiti da valorizzare e trasformare in punti nevralgici della città stessa. Il presente contributo descrive i primi risultati di una ricerca volta ad identificare le opportunità di sviluppo di questi contesti, attraverso la loro evoluzione in un nuovo modello integrato, denominato Smart Urban District, che sia in grado di coniugare i paradigmi tipici delle smart city con la scala di intervento del distretto, ritenuta ideale per la costruzione di un modello facilmente replicabile. Scopo della ricerca è la costruzione di uno strumento capace di valutare, mediante specifici indicatori raggruppati in categorie, l’effettiva sostenibilità di un’eventuale trasformazione dell’area marginale indagata, nonché – in caso di esito positivo – di indirizzare verso la macro-categoria di distretto (produttivo, residenziale o culturale) ritenuta più adatta. Il lavoro si ripropone di fornire un contributo utile a contrastare l’incalzante crisi globale intervenendo sul locale, aprendo nuovi scenari di sviluppo in grado di far emergere le aree considerate dalla loro condizione di margine.
9788899237219
local development, sustainability, fragile territories
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11770/310470
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