Educating means necessarily measuring oneself with the complexity of a subject exposed to the fragility of modernity. The dissolution of the modern, analyzed by the author from the perspectives of Jürgen Habermas and Jean-François Lyotard, first of all returns a restless subject, deprived of his certainties, who has lost the meaning of his existence. The crisis of meaning that characterizes the subject in postmodernity is reflected above all in the fragility of his identity, an identity that no longer arises from the cultivation of the self, from the search for freedom and emancipation but which is reflected in the ephemeral of possessing, of appearing, of exhibiting things and experiences. Within complex societies, a pedagogy is needed, a science of education that knows how to look at the context, at needs; who is able to guide the subject, to stimulate ethically elevated forms of conduct; that projects educational models adhering to the person and aimed at his protection and enhancement of him. It is necessary that the pedagogical culture returns to reflect on itself by placing itself as a neutral territory for the logic of political and economic power, as knowledge capable of restoring to man a horizon of meaning based primarily on the concept of the person. Only by awakening and cultivating the most typical attitudes of human nature, which are substantiated in the authentic relationship with the other, in the exercise of a critical conscience, in social participation, is it possible to put oneself at the service of the person and democracy, key concepts that if however, they are not enlivened by a responsible and personalized educational action, they cannot but stay in the non-places of utopia.

Educare, vuol dire, necessariamente misurarsi con la complessità di un soggetto esposto alle fragilità della modernità. La dissoluzione del modermo, analizzata dall’autrice secondo le prospettive di Jürgen Habermas e Jean-François Lyotard, restituisce anzitutto un soggetto inquieto, deprivato delle sue certezze, che ha smarrito il senso della sua esistenza. La crisi di senso che caratterizza il soggetto nella postmodernità, si riflette anzitutto nella fragilità della sua identità, una identità che non scaturisce più dalla coltivazione del sé, dalla ricerca di libertà e emancipazione ma che si riflette nell’effimero del possedere, dell’apparire, dell’esibire cose e esperienze. All’interno delle società complesse occorre una pedagogia, una scienza dell’educazione che sappia guardare al contesto, ai bisogni; che sia in grado di orientare il soggetto, di stimolare forme di condotta eticamente elevate; che progetti modelli educativi aderenti alla persona e finalizzati alla sua tutela e alla sua valorizzazione. È necessario che la cultura pedagogica torni a riflettere su se stessa ponendosi come territorio neutrale alle logiche del potere politico ed economico, come sapere capace di restituire all’uomo un orizzonte di senso fondato anzitutto sul concetto di persona. Solo risvegliando e coltivando le attitudini più proprie dell’umana natura, che si sostanziano nella relazione autentica con l’altro, nell’esercizio di una coscienza critica, nella partecipazione sociale, è possibile mettersi servizio della persona e della democrazia, concetti chiave che se non vengono tuttavia vivificati da una azione educativa responsabile e personalizzata non possono che trattenersi nei non-luoghi dell’utopia.

F. Bossio, Prefazione

Bossio F.
2021

Abstract

Educare, vuol dire, necessariamente misurarsi con la complessità di un soggetto esposto alle fragilità della modernità. La dissoluzione del modermo, analizzata dall’autrice secondo le prospettive di Jürgen Habermas e Jean-François Lyotard, restituisce anzitutto un soggetto inquieto, deprivato delle sue certezze, che ha smarrito il senso della sua esistenza. La crisi di senso che caratterizza il soggetto nella postmodernità, si riflette anzitutto nella fragilità della sua identità, una identità che non scaturisce più dalla coltivazione del sé, dalla ricerca di libertà e emancipazione ma che si riflette nell’effimero del possedere, dell’apparire, dell’esibire cose e esperienze. All’interno delle società complesse occorre una pedagogia, una scienza dell’educazione che sappia guardare al contesto, ai bisogni; che sia in grado di orientare il soggetto, di stimolare forme di condotta eticamente elevate; che progetti modelli educativi aderenti alla persona e finalizzati alla sua tutela e alla sua valorizzazione. È necessario che la cultura pedagogica torni a riflettere su se stessa ponendosi come territorio neutrale alle logiche del potere politico ed economico, come sapere capace di restituire all’uomo un orizzonte di senso fondato anzitutto sul concetto di persona. Solo risvegliando e coltivando le attitudini più proprie dell’umana natura, che si sostanziano nella relazione autentica con l’altro, nell’esercizio di una coscienza critica, nella partecipazione sociale, è possibile mettersi servizio della persona e della democrazia, concetti chiave che se non vengono tuttavia vivificati da una azione educativa responsabile e personalizzata non possono che trattenersi nei non-luoghi dell’utopia.
979-12-5994-159-6
Educating means necessarily measuring oneself with the complexity of a subject exposed to the fragility of modernity. The dissolution of the modern, analyzed by the author from the perspectives of Jürgen Habermas and Jean-François Lyotard, first of all returns a restless subject, deprived of his certainties, who has lost the meaning of his existence. The crisis of meaning that characterizes the subject in postmodernity is reflected above all in the fragility of his identity, an identity that no longer arises from the cultivation of the self, from the search for freedom and emancipation but which is reflected in the ephemeral of possessing, of appearing, of exhibiting things and experiences. Within complex societies, a pedagogy is needed, a science of education that knows how to look at the context, at needs; who is able to guide the subject, to stimulate ethically elevated forms of conduct; that projects educational models adhering to the person and aimed at his protection and enhancement of him. It is necessary that the pedagogical culture returns to reflect on itself by placing itself as a neutral territory for the logic of political and economic power, as knowledge capable of restoring to man a horizon of meaning based primarily on the concept of the person. Only by awakening and cultivating the most typical attitudes of human nature, which are substantiated in the authentic relationship with the other, in the exercise of a critical conscience, in social participation, is it possible to put oneself at the service of the person and democracy, key concepts that if however, they are not enlivened by a responsible and personalized educational action, they cannot but stay in the non-places of utopia.
Education. Person. Complexity. Training.
Educazione. Persona. Complessità. Formazione.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11770/323511
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