The political writings of David Hume, collected in this first complete Italian edition, raise uncomfortable questions that are difficult to place in the canonical classifications of modern and contemporary historiography, which has so far portrayed Hume as an ambiguous, indecipherable, even "disturbing" thinker. Nevertheless, his ideas on the origin of the state and political obedience, his vision of freedom, property, justice, the immutable nature of man, institutions, the free market, political stability and international relations, as well as enrolling him in the list of the main modern political theorists, are also a valuable source of inspiration for the development of liberalism and, above all, conservatism. Hume, in fact, turns out to be the first true conservative of modern times, for having inaugurated, anticipating by a few decades the counterrevolutionary theses of Edmund Burke, a "political" conservatism in the true sense of the term, free from the influence of religious traditionalism and based on the defense of order, security and the interest of the nation, on a realistic view of political experience and on distrust of radicalism, the spirit of violent innovation, rationalist arrogance, ideological rhetoric and sectarian fanaticism.

Gli scritti politici di David Hume, raccolti in questa prima edizione italiana integrale e completa, sollevano questioni scomode, difficilmente collocabili nelle classificazioni canoniche della storiografia moderna e contemporanea, che ha sin qui delineato dello Hume politico un’immagine di pensatore ambiguo, indecifrabile, persino “inquietante”. Ciò nonostante, le sue idee sull’origine dello Stato e dell’obbedienza politica, la sua visione della libertà, della proprietà, della giustizia, della natura immutabile dell’uomo, delle istituzioni, del libero mercato, della stabilità politica e delle relazioni internazionali, oltre ad iscriverlo di diritto nel novero dei principali teorici politici moderni, costituiscono anche una preziosa fonte di ispirazioni per lo sviluppo del liberalismo e, soprattutto, del conservatorismo. Hume, infatti, si rivela il primo, vero conservatore dei tempi moderni, per avere inaugurato, anticipando di qualche decennio le tesi controrivoluzionarie di Edmund Burke, un conservatorismo “politico” nel vero senso del termine, libero dall’influenza del tradizionalismo religioso e basato sulla difesa dell’ordine, della sicurezza e dell’interesse della nazione, su una visione realistica dell’esperienza politica e sulla diffidenza verso il radicalismo, lo spirito di innovazione violenta, l’arroganza razionalista, la retorica ideologica e il fanatismo settario.

David Hume, "Libertà e moderazione. Scritti politici", traduzione, introduzione e note a cura di Spartaco Pupo

Pupo Spartaco
2016

Abstract

The political writings of David Hume, collected in this first complete Italian edition, raise uncomfortable questions that are difficult to place in the canonical classifications of modern and contemporary historiography, which has so far portrayed Hume as an ambiguous, indecipherable, even "disturbing" thinker. Nevertheless, his ideas on the origin of the state and political obedience, his vision of freedom, property, justice, the immutable nature of man, institutions, the free market, political stability and international relations, as well as enrolling him in the list of the main modern political theorists, are also a valuable source of inspiration for the development of liberalism and, above all, conservatism. Hume, in fact, turns out to be the first true conservative of modern times, for having inaugurated, anticipating by a few decades the counterrevolutionary theses of Edmund Burke, a "political" conservatism in the true sense of the term, free from the influence of religious traditionalism and based on the defense of order, security and the interest of the nation, on a realistic view of political experience and on distrust of radicalism, the spirit of violent innovation, rationalist arrogance, ideological rhetoric and sectarian fanaticism.
9788849846904
Gli scritti politici di David Hume, raccolti in questa prima edizione italiana integrale e completa, sollevano questioni scomode, difficilmente collocabili nelle classificazioni canoniche della storiografia moderna e contemporanea, che ha sin qui delineato dello Hume politico un’immagine di pensatore ambiguo, indecifrabile, persino “inquietante”. Ciò nonostante, le sue idee sull’origine dello Stato e dell’obbedienza politica, la sua visione della libertà, della proprietà, della giustizia, della natura immutabile dell’uomo, delle istituzioni, del libero mercato, della stabilità politica e delle relazioni internazionali, oltre ad iscriverlo di diritto nel novero dei principali teorici politici moderni, costituiscono anche una preziosa fonte di ispirazioni per lo sviluppo del liberalismo e, soprattutto, del conservatorismo. Hume, infatti, si rivela il primo, vero conservatore dei tempi moderni, per avere inaugurato, anticipando di qualche decennio le tesi controrivoluzionarie di Edmund Burke, un conservatorismo “politico” nel vero senso del termine, libero dall’influenza del tradizionalismo religioso e basato sulla difesa dell’ordine, della sicurezza e dell’interesse della nazione, su una visione realistica dell’esperienza politica e sulla diffidenza verso il radicalismo, lo spirito di innovazione violenta, l’arroganza razionalista, la retorica ideologica e il fanatismo settario.
David Hume; Freedom; Moderation; Opinion; Origin of government; Anti-contractualism; Political economy; Political scepticism.
David Hume; Libertà; Moderazione; Opinione; Origine del governo; Anti-contrattualismo; Economia politica; Scetticismo politico.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11770/333522
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