Fenomeni migratori che si sono verificati nel corso dei secoli hanno determinato spostamenti dal luogo di origine verso ambienti nuovi e sconosciuti, contribuendo spesso alla perdita dell'identità delle persone, che hanno dovuto adattarsi alla cultura e allo stile di vita del paese di accoglienza. Il bisogno del recupero dell’identità originaria è stato trasmesso spesso alle generazioni successive, attraverso richiami e racconti nostalgici. L’immaginario trasmesso oralmente spinge spesso i discendenti dei migranti a interessarsi ai luoghi di origine e, non di rado, grazie a migliori condizioni economiche, questi decidono di tornare nella terra dei propri antenati per recuperare elementi della propria identità, cercando di inserirsi in una dimensione più realistica rispetto a quella evocata dai racconti. Nella nostra epoca il fenomeno è alimentato dall’offerta di comunicazione su rete (Internet) e da servizi web gratuiti quale Facebook, il più diffuso Social Network attivo del mondo. Se da un lato i social media hanno permesso il ricongiungimento di parenti, dall’altro hanno sollecitato, grazie alla ricchezza ed abbondanza di immagini condivisibili via web, la curiosità ed il bisogno di saperne di più circa gli ambienti fotografati. Sono soprattutto le foto in bianco e nero a sollecitare curiosità, foto scattate nei contesti locali, attraverso le quali i più anziani riconoscono i luoghi nei quali hanno vissuto prima di emigrare. Tali immagini hanno la capacità di far riemergere atmosfere antiche, ma anche di sviluppare il concetto di conoscenza dei luoghi, comunque tipico di chi viaggia per turismo, al quale va ad aggiungersi quella della memoria del passato. Non si tratta tuttavia di forme di turismo di massa stimolato dal bisogno di conoscere nuovi spazi, piuttosto di un turismo di famiglia, di un viaggio organizzato alla ricerca della propria identità storica. Lo studio vuole approfondire il concetto di conoscenza come necessario per la valorizzazione dei luoghi e quindi del turismo effettuando un confronto tra conoscenza materiale e immateriale. L’individuazione e il riconoscimento di differenze ed affinità permettono di fare emergere le diversità tra conoscenza fisica dei luoghi intesi come novità ed ampliamento della propria cultura con quella in cui i luoghi diventano mezzi per ritrovare le radici della propria identità.

Conoscenza, valorizzazione, turismo, memoria e trasformazione dei luoghi

Caterina Gattuso
2021-01-01

Abstract

Fenomeni migratori che si sono verificati nel corso dei secoli hanno determinato spostamenti dal luogo di origine verso ambienti nuovi e sconosciuti, contribuendo spesso alla perdita dell'identità delle persone, che hanno dovuto adattarsi alla cultura e allo stile di vita del paese di accoglienza. Il bisogno del recupero dell’identità originaria è stato trasmesso spesso alle generazioni successive, attraverso richiami e racconti nostalgici. L’immaginario trasmesso oralmente spinge spesso i discendenti dei migranti a interessarsi ai luoghi di origine e, non di rado, grazie a migliori condizioni economiche, questi decidono di tornare nella terra dei propri antenati per recuperare elementi della propria identità, cercando di inserirsi in una dimensione più realistica rispetto a quella evocata dai racconti. Nella nostra epoca il fenomeno è alimentato dall’offerta di comunicazione su rete (Internet) e da servizi web gratuiti quale Facebook, il più diffuso Social Network attivo del mondo. Se da un lato i social media hanno permesso il ricongiungimento di parenti, dall’altro hanno sollecitato, grazie alla ricchezza ed abbondanza di immagini condivisibili via web, la curiosità ed il bisogno di saperne di più circa gli ambienti fotografati. Sono soprattutto le foto in bianco e nero a sollecitare curiosità, foto scattate nei contesti locali, attraverso le quali i più anziani riconoscono i luoghi nei quali hanno vissuto prima di emigrare. Tali immagini hanno la capacità di far riemergere atmosfere antiche, ma anche di sviluppare il concetto di conoscenza dei luoghi, comunque tipico di chi viaggia per turismo, al quale va ad aggiungersi quella della memoria del passato. Non si tratta tuttavia di forme di turismo di massa stimolato dal bisogno di conoscere nuovi spazi, piuttosto di un turismo di famiglia, di un viaggio organizzato alla ricerca della propria identità storica. Lo studio vuole approfondire il concetto di conoscenza come necessario per la valorizzazione dei luoghi e quindi del turismo effettuando un confronto tra conoscenza materiale e immateriale. L’individuazione e il riconoscimento di differenze ed affinità permettono di fare emergere le diversità tra conoscenza fisica dei luoghi intesi come novità ed ampliamento della propria cultura con quella in cui i luoghi diventano mezzi per ritrovare le radici della propria identità.
978-2-931089-16-3
Conoscenza, memoria, turismo, identità
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11770/341345
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