Memoria e Innovazione sono la rappresentazione del nostro essere un punto ideale immerso in un flusso, apparentemente unidirezionale, che scorre rapido e inarrestabile e che, in ogni infinitesimo attimo del suo percorso, lascia simultaneamente il passato per precipitarsi verso il futuro.L’Architettura e la Tecnica, nel loro perenne rincorrersi e sovrapporsi fra passato, presente e futuro, sono ontologicamente sussidiarie l’una dell’altra: la prima necessita della seconda per diventare ente reale, la seconda senza la prima perde ogni ragione d’essere.L’Architettura Tecnica, nata nel tardo ‘800 dalla fiducia positivista nell’idea di una disciplina che fosse teatro di regola e di obbedienza storicistica e tecnicista, fino ad ambire al controllo del processo progettuale, si trova oggi a fare i conti con globalismo, ecologismo, immaterialità, cultura dell’immagine, crisi dell’oggettivismo. Il suo ruolo, assai difficile da interpretare, sembra convergere su quello di mediatrice fra mondo concreto della prassi, sempre più governato da rigorismo normativo, e giudizio interpretativo su espressioni fattuali quasi sempre prive di coerenza rispetto a programmi ideali definiti.

Edilizia per componenti in Italia negli anni Settanta: il sistema S70 messo a punto dalla Società Generale Immobiliare-Sogene. Alcuni casi in area laziale.

Francesco Spada
2022-01-01

Abstract

Memoria e Innovazione sono la rappresentazione del nostro essere un punto ideale immerso in un flusso, apparentemente unidirezionale, che scorre rapido e inarrestabile e che, in ogni infinitesimo attimo del suo percorso, lascia simultaneamente il passato per precipitarsi verso il futuro.L’Architettura e la Tecnica, nel loro perenne rincorrersi e sovrapporsi fra passato, presente e futuro, sono ontologicamente sussidiarie l’una dell’altra: la prima necessita della seconda per diventare ente reale, la seconda senza la prima perde ogni ragione d’essere.L’Architettura Tecnica, nata nel tardo ‘800 dalla fiducia positivista nell’idea di una disciplina che fosse teatro di regola e di obbedienza storicistica e tecnicista, fino ad ambire al controllo del processo progettuale, si trova oggi a fare i conti con globalismo, ecologismo, immaterialità, cultura dell’immagine, crisi dell’oggettivismo. Il suo ruolo, assai difficile da interpretare, sembra convergere su quello di mediatrice fra mondo concreto della prassi, sempre più governato da rigorismo normativo, e giudizio interpretativo su espressioni fattuali quasi sempre prive di coerenza rispetto a programmi ideali definiti.
978-88-945937-4-7
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11770/341522
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