When Perino del Vaga, court artist to Pope Paul III, was asked to provide the model for a tapestry that was meant to complete the decoration of the wall behind the altar in the Sistine Chapel, Michelangelo had just finished the fresco of the Last Judgment. The project was not fulfilled, presumably because of the increasing censorship in the years preceding the Council of Trent. What remains of it is the canvas now in the Galleria Spada in Rome, which provides a testimony to the elaborate decorative apparatus that was conceived by Perino, in accordance with Michelangelo, in order to match the terribilità of his frescoes. By reconsidering the lifelong relationship of Perino, one of Raphael’s pupils, with Michelangelo, through this important and yet neglected episode, this volume, edited by Barbara Agosti and Silvia Ginzburg, investigates the history of the model provided by the artist, reconstructing its fortunes through the various copies that were executed through the sixteenth and seventeenth centuries, until the spectacular display in Palazzo Spada, arranged in the 1630s. At this time, the canvas was replicated and transformed into a frieze, with a radical change of function; it was hung in the studiolo of Cardinal Bernardino, with a theatrical effect that was possibly conceived by Gian Lorenzo Bernini. An appendix with the documents on Perino’s life and works, 1537–1547, completes the book.

Nel 1542 papa Paolo III Farnese, d’intesa con Michelangelo, incaricò Perino del Vaga (1501-1547) di concepire un basamento in arazzo per il Giudizio universale appena affrescato sulla parete d’altare della cappella Sistina. La «spalliera» di Perino non fu mai portata a compimento: il modello dipinto su tela, rimasto in Vaticano, ricomparve negli anni trenta del Seicento a Imola, dove il cardinale Bernardino Spada lo comprò, per poi collocarlo nel suo palazzo romano, oggi sede della Galleria Spada, nella quale si conserva. Subendo un radicale mutamento di destinazione, l’opera venne quindi montata nello studio del cardinale, con funzione di fregio, in alto su una delle pareti, e integrata con repliche ordinate a artisti francesi e italiani per completare l’allestimento. Il libro offre, per la prima volta, un’analisi approfondita e ampiamente illustrata della spalliera del Giudizio, indagando le vicende storiche della tela e mettendo in luce il particolare significato di questa invenzione nel percorso di Perino e nel serrato dialogo che per tutta la vita egli intrattenne con il mondo creativo del Buonarroti. Emergono da questo episodio l’importanza riservata da Michelangelo alla componente ornamentale, apparentemente antitetica alla dimensione eroica che ha segnato la riscoperta della sua figura e della sua opera, e il ruolo decisivo giocato da Perino nella trasmissione alla successiva generazione di artisti di una lezione michelangiolesca filtrata da altri modelli e non passivamente imitata. La consistente fortuna dell’invenzione della spalliera tra XVI e XVII secolo viene seguita attraverso l’esame, sin qui insondato, di un gruppo di disegni di mano di vari artisti, ricostruendo sequenze di derivazioni che ne attestano il successo ancora in piena età barocca, come mostra il caso di Pieter Paul Rubens. Il volume include infine un consistente regesto di fonti e documenti, editi e inediti, relativi all’ultimo decennio di attività di Perino, che aiuta a inquadrare l’impresa della spalliera entro la stagione tanto straordinariamente prolifica, e carica di conseguenze, trascorsa nella Roma farnesiana.

Perino's Model for the Spalliera of Michelangelo's Last Judgement

Antonio Geremicca
2021-01-01

Abstract

Nel 1542 papa Paolo III Farnese, d’intesa con Michelangelo, incaricò Perino del Vaga (1501-1547) di concepire un basamento in arazzo per il Giudizio universale appena affrescato sulla parete d’altare della cappella Sistina. La «spalliera» di Perino non fu mai portata a compimento: il modello dipinto su tela, rimasto in Vaticano, ricomparve negli anni trenta del Seicento a Imola, dove il cardinale Bernardino Spada lo comprò, per poi collocarlo nel suo palazzo romano, oggi sede della Galleria Spada, nella quale si conserva. Subendo un radicale mutamento di destinazione, l’opera venne quindi montata nello studio del cardinale, con funzione di fregio, in alto su una delle pareti, e integrata con repliche ordinate a artisti francesi e italiani per completare l’allestimento. Il libro offre, per la prima volta, un’analisi approfondita e ampiamente illustrata della spalliera del Giudizio, indagando le vicende storiche della tela e mettendo in luce il particolare significato di questa invenzione nel percorso di Perino e nel serrato dialogo che per tutta la vita egli intrattenne con il mondo creativo del Buonarroti. Emergono da questo episodio l’importanza riservata da Michelangelo alla componente ornamentale, apparentemente antitetica alla dimensione eroica che ha segnato la riscoperta della sua figura e della sua opera, e il ruolo decisivo giocato da Perino nella trasmissione alla successiva generazione di artisti di una lezione michelangiolesca filtrata da altri modelli e non passivamente imitata. La consistente fortuna dell’invenzione della spalliera tra XVI e XVII secolo viene seguita attraverso l’esame, sin qui insondato, di un gruppo di disegni di mano di vari artisti, ricostruendo sequenze di derivazioni che ne attestano il successo ancora in piena età barocca, come mostra il caso di Pieter Paul Rubens. Il volume include infine un consistente regesto di fonti e documenti, editi e inediti, relativi all’ultimo decennio di attività di Perino, che aiuta a inquadrare l’impresa della spalliera entro la stagione tanto straordinariamente prolifica, e carica di conseguenze, trascorsa nella Roma farnesiana.
9788833671277
When Perino del Vaga, court artist to Pope Paul III, was asked to provide the model for a tapestry that was meant to complete the decoration of the wall behind the altar in the Sistine Chapel, Michelangelo had just finished the fresco of the Last Judgment. The project was not fulfilled, presumably because of the increasing censorship in the years preceding the Council of Trent. What remains of it is the canvas now in the Galleria Spada in Rome, which provides a testimony to the elaborate decorative apparatus that was conceived by Perino, in accordance with Michelangelo, in order to match the terribilità of his frescoes. By reconsidering the lifelong relationship of Perino, one of Raphael’s pupils, with Michelangelo, through this important and yet neglected episode, this volume, edited by Barbara Agosti and Silvia Ginzburg, investigates the history of the model provided by the artist, reconstructing its fortunes through the various copies that were executed through the sixteenth and seventeenth centuries, until the spectacular display in Palazzo Spada, arranged in the 1630s. At this time, the canvas was replicated and transformed into a frieze, with a radical change of function; it was hung in the studiolo of Cardinal Bernardino, with a theatrical effect that was possibly conceived by Gian Lorenzo Bernini. An appendix with the documents on Perino’s life and works, 1537–1547, completes the book.
Drawing, Perino del Vaga, Michelangelo, Sistine Chapel, decorative arts, tapestry
Disegno, Perino del Vaga, Michelangelo, Cappella Sistina, Arti applicate, Arazzo
Dessin, Perino del Vaga, Michel-Ange, Chapelle Sixtine, Arts décoratifs, Tapisserie
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11770/341622
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