Nel volume è ripercorsa la storia di un lemma, noto come retta di Archimede o problema del quadrato, introdotto da Archimede all’interno della soluzione della prop. II 4 de La sfera e il cilindro, nella quale si chiede di tagliare una sfera con un piano in modo da ottenere due segmenti sferici tali che il loro rapporto sia uguale a un rapporto dato. Nel presentare riflessioni diverse raccolte attorno a questo lemma, analizzandole nel rispetto del loro contesto storico, gli autori danno spazio alle suggestioni che lo studio di esse ha suscitato in loro, toccando le corde più profonde dell’essere, dove l’immaginazione e la mente sono all’opera, spaziando senza limite. Ripercorrendo gli eventi matematici che nel corso dei secoli hanno segnato tali riflessioni è possibile cogliere la bellezza di ogni oggetto matematico attraverso il suo modello concettuale e la sua forma, la cui purezza e la semplicità costitutiva sono messe in luce dall’estetica. La bellezza della matematica e, più specificamente della geometria, trova, così, consistenza nel mondo delle idee ed è colta attraverso l’attività della mente, dove l’estetica ne costituisce l’esperienza intellettuale.

Bellezza ed estetica nella storia del problema del quadrato

Florio E.
;
2022-01-01

Abstract

Nel volume è ripercorsa la storia di un lemma, noto come retta di Archimede o problema del quadrato, introdotto da Archimede all’interno della soluzione della prop. II 4 de La sfera e il cilindro, nella quale si chiede di tagliare una sfera con un piano in modo da ottenere due segmenti sferici tali che il loro rapporto sia uguale a un rapporto dato. Nel presentare riflessioni diverse raccolte attorno a questo lemma, analizzandole nel rispetto del loro contesto storico, gli autori danno spazio alle suggestioni che lo studio di esse ha suscitato in loro, toccando le corde più profonde dell’essere, dove l’immaginazione e la mente sono all’opera, spaziando senza limite. Ripercorrendo gli eventi matematici che nel corso dei secoli hanno segnato tali riflessioni è possibile cogliere la bellezza di ogni oggetto matematico attraverso il suo modello concettuale e la sua forma, la cui purezza e la semplicità costitutiva sono messe in luce dall’estetica. La bellezza della matematica e, più specificamente della geometria, trova, così, consistenza nel mondo delle idee ed è colta attraverso l’attività della mente, dove l’estetica ne costituisce l’esperienza intellettuale.
979-12-218-0305-1
979-12-218-0306-8
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11770/341831
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