Il contributo analizza le trasformazioni degli insegnamenti dell’Università di Pisa durante il fascismo, mettendo in relazione le politiche nazionali con gli interessi economici e istituzionali del territorio. Attraverso i verbali dei Consigli di facoltà e la documentazione dell’Archivio generale di ateneo, ricostruisce la ricezione della riforma Gentile, la difesa dell’integrità dell’istituzione pisana e il progressivo orientamento dell’offerta formativa verso gli obiettivi del regime. Particolare attenzione è dedicata ai rapporti tra formazione accademica e attività produttive, dalle scienze agrarie alle applicazioni ingegneristiche, dalle politiche di bonifica agli insegnamenti militari, corporativi e di medicina del lavoro. L’analisi evidenzia come la fascistizzazione universitaria si sviluppasse attraverso negoziazioni, convergenze e tensioni fra autorità governative, dirigenti accademici e gruppi di interesse locali. La crescente centralizzazione degli anni Trenta, la preparazione bellica e l’applicazione delle disposizioni razziali rafforzarono il controllo politico sulla didattica e sul corpo docente, ridefinendo i margini dell’autonomia universitaria e i rapporti tra centro e periferia.
Tra economia territoriale e politiche fasciste: gli insegnamenti accademici pisani attraverso i Consigli di facoltà (1923-1940)
Federico Creatini
2025-01-01
Abstract
Il contributo analizza le trasformazioni degli insegnamenti dell’Università di Pisa durante il fascismo, mettendo in relazione le politiche nazionali con gli interessi economici e istituzionali del territorio. Attraverso i verbali dei Consigli di facoltà e la documentazione dell’Archivio generale di ateneo, ricostruisce la ricezione della riforma Gentile, la difesa dell’integrità dell’istituzione pisana e il progressivo orientamento dell’offerta formativa verso gli obiettivi del regime. Particolare attenzione è dedicata ai rapporti tra formazione accademica e attività produttive, dalle scienze agrarie alle applicazioni ingegneristiche, dalle politiche di bonifica agli insegnamenti militari, corporativi e di medicina del lavoro. L’analisi evidenzia come la fascistizzazione universitaria si sviluppasse attraverso negoziazioni, convergenze e tensioni fra autorità governative, dirigenti accademici e gruppi di interesse locali. La crescente centralizzazione degli anni Trenta, la preparazione bellica e l’applicazione delle disposizioni razziali rafforzarono il controllo politico sulla didattica e sul corpo docente, ridefinendo i margini dell’autonomia universitaria e i rapporti tra centro e periferia.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


