Il contributo ricostruisce l’evoluzione dello Stato sociale italiano dal secondo dopoguerra alle crisi recenti, analizzando la tensione tra universalità dei diritti e frammentazione delle tutele. Esamina il peso delle eredità fasciste, dell’assistenza cattolica e degli assetti burocratici nell’attuazione dei principi costituzionali. Individua nelle riforme degli anni Sessanta e Settanta, culminate nell’istituzione del Servizio sanitario nazionale, la massima espansione del welfare, sostenuta dalle mobilitazioni collettive. Affronta infine il successivo ridimensionamento dell’intervento pubblico, mostrando come austerità, privatizzazioni e trasformazioni socioeconomiche abbiano accentuato le disuguaglianze territoriali e sociali, rafforzando il ricorso alla famiglia e ai soggetti privati e indebolendo la capacità redistributiva del sistema.
Stato sociale
F. Creatini
2025-01-01
Abstract
Il contributo ricostruisce l’evoluzione dello Stato sociale italiano dal secondo dopoguerra alle crisi recenti, analizzando la tensione tra universalità dei diritti e frammentazione delle tutele. Esamina il peso delle eredità fasciste, dell’assistenza cattolica e degli assetti burocratici nell’attuazione dei principi costituzionali. Individua nelle riforme degli anni Sessanta e Settanta, culminate nell’istituzione del Servizio sanitario nazionale, la massima espansione del welfare, sostenuta dalle mobilitazioni collettive. Affronta infine il successivo ridimensionamento dell’intervento pubblico, mostrando come austerità, privatizzazioni e trasformazioni socioeconomiche abbiano accentuato le disuguaglianze territoriali e sociali, rafforzando il ricorso alla famiglia e ai soggetti privati e indebolendo la capacità redistributiva del sistema.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


