La prima edizione del festival “Primavera dei teatri” risale al 1999 e si tiene a Castrovillari, in Calabria, a promuoverlo è la compagnia Scena Verticale che nasce e inizia a operare in quel territorio, a seguito della selezione di tre progetti nazionali selezionati dall’E.T.I., dedicati ai centri e alle compagnie di teatro contemporaneo. Rispondere a un’assenza è l’esigenza che muove la compagnia calabrese, lasciare abitare il territorio da un teatro che prenda le distanze dall’intrattenimento e si faccia interprete delle istanze del contemporaneo. Attraversare e rinnovare le sollecitazioni scaturite dallo statuto di “un teatro per il Meridione” i cui convegni (Palmi, maggio 1975 e maggio-giugno 1976) avevano contribuito a evidenziare carenze strutturali, confusione e contraddizioni di una condizione non ancora concretizzatasi nel Meridione. Proporre una nuova narrazione del sud, un «pensiero meridiano» al cui concepimento si ispira il progetto del festival: «restituire al sud l’antica dignità si soggetto del pensiero, interrompere una lunga sequenza in cui esso è stato pensato da altri» (Franco Cassano), in questo cercare e raggiungere una nuova visione del teatro che assuma nel suo concepimento questo punto di vista. Il radicamento in una regione in cui la cultura teatrale mostra atavici ritardi è alla base dei propositi di questo festival che attiva corti circuiti tra la volontà di modificare la narrazione di un sud marginalizzato e dimesso e i nuovi linguaggi dello spettacolo. A partire da questa volontà “Primavera dei teatri” assume una sua identità, anche come realtà “solitaria” del Meridione, costruendo relazioni con le più giovani e interessanti realtà dei nuovi linguaggi dello spettacolo. La formula è quella dell’incrocio tra un cartellone di spettacoli e la realizzazione di workshop e incontri tra la comunità e gli artisti ospiti, in una osmosi tra luoghi, per la prima volta abitati dal teatro, e sguardi che si insinuano nel tessuto connettivo della nuova drammaturgia. Un progetto organico nel quale culmina un percorso di conoscenza avviato sui nuovi linguaggi della scena che ancora compie i suoi passi e si evolve.

Il "pensiero meridiano" di Primavera dei teatri

C. Fanelli
2025-01-01

Abstract

La prima edizione del festival “Primavera dei teatri” risale al 1999 e si tiene a Castrovillari, in Calabria, a promuoverlo è la compagnia Scena Verticale che nasce e inizia a operare in quel territorio, a seguito della selezione di tre progetti nazionali selezionati dall’E.T.I., dedicati ai centri e alle compagnie di teatro contemporaneo. Rispondere a un’assenza è l’esigenza che muove la compagnia calabrese, lasciare abitare il territorio da un teatro che prenda le distanze dall’intrattenimento e si faccia interprete delle istanze del contemporaneo. Attraversare e rinnovare le sollecitazioni scaturite dallo statuto di “un teatro per il Meridione” i cui convegni (Palmi, maggio 1975 e maggio-giugno 1976) avevano contribuito a evidenziare carenze strutturali, confusione e contraddizioni di una condizione non ancora concretizzatasi nel Meridione. Proporre una nuova narrazione del sud, un «pensiero meridiano» al cui concepimento si ispira il progetto del festival: «restituire al sud l’antica dignità si soggetto del pensiero, interrompere una lunga sequenza in cui esso è stato pensato da altri» (Franco Cassano), in questo cercare e raggiungere una nuova visione del teatro che assuma nel suo concepimento questo punto di vista. Il radicamento in una regione in cui la cultura teatrale mostra atavici ritardi è alla base dei propositi di questo festival che attiva corti circuiti tra la volontà di modificare la narrazione di un sud marginalizzato e dimesso e i nuovi linguaggi dello spettacolo. A partire da questa volontà “Primavera dei teatri” assume una sua identità, anche come realtà “solitaria” del Meridione, costruendo relazioni con le più giovani e interessanti realtà dei nuovi linguaggi dello spettacolo. La formula è quella dell’incrocio tra un cartellone di spettacoli e la realizzazione di workshop e incontri tra la comunità e gli artisti ospiti, in una osmosi tra luoghi, per la prima volta abitati dal teatro, e sguardi che si insinuano nel tessuto connettivo della nuova drammaturgia. Un progetto organico nel quale culmina un percorso di conoscenza avviato sui nuovi linguaggi della scena che ancora compie i suoi passi e si evolve.
2025
979-12-5609-129-4
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11770/395997
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