L’Economia Circolare (EC), ampiamente riconosciuta quale leva strategica nel processo di transizione verso lo sviluppo sostenibile (Bourdin e Jacquet 2025), rappresenta una trasformazione profonda dei modelli economici tradizionali. Essa promuove un sistema rigenerativo volto a minimizzare la produzione di rifiuti e ad aumentare l’efficienza nell’uso delle risorse tramite pratiche quali il riuso, la riparazione, la rigenerazione e il riciclo (Blomsma e Brennan, 2017; Geissdoerfer et al., 2017; Kirchherr et al., 2017). Riducendo la dipendenza da risorse naturali finite, l’EC non solo evita che i rifiuti confluiscano in discarica o negli ecosistemi naturali, ma consente anche il recupero del valore latente incorporato nei materiali scartati (Siskos e Van Wassenhove 2017; Aranda-Usón et al. 2020). In tal modo, essa contribuisce alla conservazione del valore generato dai beni comuni ambientali (Ostrom 1990) e alla prevenzione della “tragedia dei commons” (Hardin 1968), fenomeno connesso al sovrasfruttamento di tali tipi di beni (Becchetti et al., 2025; Pomoni et al., 2024). L’EC è inoltre in grado di generare consistenti benefici macroeconomici (MacArthur et al. 2015; Geissdoerfer et al. 2017), contribuendo allo sviluppo di infrastrutture resilienti, alla diffusione di pratiche industriali sostenibili, alla stimolazione dell’innovazione e alla creazione di nuove opportunità occupazionali (MacArthur et al. 2015; Morgan e Mitchell 2015; Rossi et al. 2020). In questo contesto, le start-up circolari rappresentano un attore chiave nel promuovere la transizione verso la circolarità e il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) (Henry et al. 2020). Queste imprese affrontano significative difficoltà nella pianificazione strategica (PS) dei propri business model (Gaurav et al., 2019; Sharma et al., 2024); al riguardo, gli incubatori d’impresa possono svolgere un ruolo cruciale nel rafforzare tali capacità, offrendo servizi mirati, competenze e reti specialistiche in grado di supportare efficacemente la transizione verso modelli di business circolari (Millette et al., 2020). Tuttavia, la letteratura sul ruolo degli incubatori orientati all’EC rimane scarsa e frammentata (Kambanou et al., 2025; Klofsten et al., 2024). Pertanto, questa ricerca si propone di analizzare, attraverso uno studio di caso, il modello operativo di un incubatore orientato all’EC per comprendere come esso supporti la PS del business model circolare delle start-up incubate. I risultati attesi offriranno indicazioni utili per migliorare i programmi di incubazione e contribuiranno all’avanzamento delle conoscenze sulle modalità con cui gli incubatori possono facilitare la transizione verso modelli imprenditoriali sostenibili e circolari.
Riprogettare i programmi di incubazione per la transizione circolare: evidenze da un caso italiano
Antonio Sonetto
;Patrizia Pastore;Antonio Ricciardi;Silvia Tommaso
2026-01-01
Abstract
L’Economia Circolare (EC), ampiamente riconosciuta quale leva strategica nel processo di transizione verso lo sviluppo sostenibile (Bourdin e Jacquet 2025), rappresenta una trasformazione profonda dei modelli economici tradizionali. Essa promuove un sistema rigenerativo volto a minimizzare la produzione di rifiuti e ad aumentare l’efficienza nell’uso delle risorse tramite pratiche quali il riuso, la riparazione, la rigenerazione e il riciclo (Blomsma e Brennan, 2017; Geissdoerfer et al., 2017; Kirchherr et al., 2017). Riducendo la dipendenza da risorse naturali finite, l’EC non solo evita che i rifiuti confluiscano in discarica o negli ecosistemi naturali, ma consente anche il recupero del valore latente incorporato nei materiali scartati (Siskos e Van Wassenhove 2017; Aranda-Usón et al. 2020). In tal modo, essa contribuisce alla conservazione del valore generato dai beni comuni ambientali (Ostrom 1990) e alla prevenzione della “tragedia dei commons” (Hardin 1968), fenomeno connesso al sovrasfruttamento di tali tipi di beni (Becchetti et al., 2025; Pomoni et al., 2024). L’EC è inoltre in grado di generare consistenti benefici macroeconomici (MacArthur et al. 2015; Geissdoerfer et al. 2017), contribuendo allo sviluppo di infrastrutture resilienti, alla diffusione di pratiche industriali sostenibili, alla stimolazione dell’innovazione e alla creazione di nuove opportunità occupazionali (MacArthur et al. 2015; Morgan e Mitchell 2015; Rossi et al. 2020). In questo contesto, le start-up circolari rappresentano un attore chiave nel promuovere la transizione verso la circolarità e il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) (Henry et al. 2020). Queste imprese affrontano significative difficoltà nella pianificazione strategica (PS) dei propri business model (Gaurav et al., 2019; Sharma et al., 2024); al riguardo, gli incubatori d’impresa possono svolgere un ruolo cruciale nel rafforzare tali capacità, offrendo servizi mirati, competenze e reti specialistiche in grado di supportare efficacemente la transizione verso modelli di business circolari (Millette et al., 2020). Tuttavia, la letteratura sul ruolo degli incubatori orientati all’EC rimane scarsa e frammentata (Kambanou et al., 2025; Klofsten et al., 2024). Pertanto, questa ricerca si propone di analizzare, attraverso uno studio di caso, il modello operativo di un incubatore orientato all’EC per comprendere come esso supporti la PS del business model circolare delle start-up incubate. I risultati attesi offriranno indicazioni utili per migliorare i programmi di incubazione e contribuiranno all’avanzamento delle conoscenze sulle modalità con cui gli incubatori possono facilitare la transizione verso modelli imprenditoriali sostenibili e circolari.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


