L’evoluzione delle tecnologie digitali sta ridefinendo profondamente la pianificazione urbana, introducendo strumenti capaci di integrare dati complessi, generare simulazioni e supportare decisioni basate sull’evidenza. In questo contesto, l’Intelligenza Artificiale (IA) e, in particolare, i Large Language Models (LLM), si configurano come una frontiera emergente. Essi non si limitano ad aumentare l’efficienza operativa, ma aprono a nuove modalità di mediazione cognitiva e comunicativa tra istituzioni, professionisti e cittadini. Il contributo analizza criticamente il ruolo dei LLM in urbanistica, evidenziandone le principali potenzialità: sintesi documentale, traduzione di linguaggi tecnici, descrizione di scenari alternativi e facilitazione dei processi partecipativi. Parallelamente, vengono discussi i rischi connessi alla loro adozione, quali bias algoritmici, opacità dei processi, dipendenza da piattaforme proprietarie ed esclusione digitale. Il contributo propone strategie per un’integrazione responsabile dei modelli linguistici, basate su trasparenza, co-design, governance ibrida e sviluppo di digital commons, e richiama alcune esperienze applicative recenti che mostrano sia le opportunità che le criticità. Le conclusioni sottolineano come i LLM possano contribuire a una pianificazione più inclusiva e trasparente, a condizione che siano governati entro quadri etici e regolativi capaci di bilanciare innovazione e valori democratici.

L’Intelligenza Artificiale nella pratica urbanistica: verso una nuova dimensione della publicness attraverso i Large Language Model.

Celani Pierfrancesco
;
Pelaggi Antonella
2026-01-01

Abstract

L’evoluzione delle tecnologie digitali sta ridefinendo profondamente la pianificazione urbana, introducendo strumenti capaci di integrare dati complessi, generare simulazioni e supportare decisioni basate sull’evidenza. In questo contesto, l’Intelligenza Artificiale (IA) e, in particolare, i Large Language Models (LLM), si configurano come una frontiera emergente. Essi non si limitano ad aumentare l’efficienza operativa, ma aprono a nuove modalità di mediazione cognitiva e comunicativa tra istituzioni, professionisti e cittadini. Il contributo analizza criticamente il ruolo dei LLM in urbanistica, evidenziandone le principali potenzialità: sintesi documentale, traduzione di linguaggi tecnici, descrizione di scenari alternativi e facilitazione dei processi partecipativi. Parallelamente, vengono discussi i rischi connessi alla loro adozione, quali bias algoritmici, opacità dei processi, dipendenza da piattaforme proprietarie ed esclusione digitale. Il contributo propone strategie per un’integrazione responsabile dei modelli linguistici, basate su trasparenza, co-design, governance ibrida e sviluppo di digital commons, e richiama alcune esperienze applicative recenti che mostrano sia le opportunità che le criticità. Le conclusioni sottolineano come i LLM possano contribuire a una pianificazione più inclusiva e trasparente, a condizione che siano governati entro quadri etici e regolativi capaci di bilanciare innovazione e valori democratici.
2026
978-88-99237-94-3
urbanism, innovation, governance
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11770/415217
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