Pliocene clays in Rocca Imperiale (North Calabria - Italy) and Monasterace (South Calabria-Italy) have oxide and hydroxide iron nodules of a range of colours, varying from brown to red. It is likely that the inhabitants of some colonies in Magna Graecia (who already used the clay deposits to produce bricks) had detected the presence of the above-mentioned raw materials and decided to use them to produce mineral pigments and to decorate polychrome artefacts. The nodules were pulverized and analysed through SEM-EDS, XRPD and colorimetric analysis; further, they were heated at 275°C, 400°C, 550°C e 750°C, monitoring their mineralogical and chromatic transformations. Our study pointed out that it is possible to chemically differentiate the nodules of Monasterace from the nodules of Rocca Imperiale. Furthermore, our study proved that it is possible to produce mineral pigments by using such raw materials. Riassunto: - Le argille Plioceniche di Rocca Imperiale (Nord Calabria - Italy) e Monasterace (Sud Calabria-Italy), contengono noduli di ossidi e idrossidi di ferro di colore variabile dal marrone al rosso. È molto probabile che gli abitanti di alcune colonie della Magna Grecia, le quali già utilizzavano gli stessi depositi argillosi per la produzione di laterizi, avessero notato la presenza di queste materie prime e le avessero utilizzate per la produzione di pigmenti minerali, impiegandoli per decorare manufatti policromi. I noduli sono stati polverizzati e studiati attraverso analisi SEM-EDS, XRPD e colorimetriche; inoltre, sono stati riscaldati alle temperature di 275°C, 400°C, 550°C e 750°C, monitorando le trasformazioni mineralogiche e cromatiche. Lo studio ha evidenziato che è possibile differenziare chimicamente i noduli di Monasterace da quelli di Rocca Imperiale e ha dimostrato che è possibile produrre pigmenti minerali usando queste materie prime

Colour and composition of nodules from the Calabrian clay deposits: a possible raw material for pigments production in Magna Graecia

MIRIELLO D;BLOISE A;DE FRANCESCO AM;CRISCI GM;CHIARAVALLOTI, Francesco;BARCA D;LA RUSSA MF;
2010

Abstract

Pliocene clays in Rocca Imperiale (North Calabria - Italy) and Monasterace (South Calabria-Italy) have oxide and hydroxide iron nodules of a range of colours, varying from brown to red. It is likely that the inhabitants of some colonies in Magna Graecia (who already used the clay deposits to produce bricks) had detected the presence of the above-mentioned raw materials and decided to use them to produce mineral pigments and to decorate polychrome artefacts. The nodules were pulverized and analysed through SEM-EDS, XRPD and colorimetric analysis; further, they were heated at 275°C, 400°C, 550°C e 750°C, monitoring their mineralogical and chromatic transformations. Our study pointed out that it is possible to chemically differentiate the nodules of Monasterace from the nodules of Rocca Imperiale. Furthermore, our study proved that it is possible to produce mineral pigments by using such raw materials. Riassunto: - Le argille Plioceniche di Rocca Imperiale (Nord Calabria - Italy) e Monasterace (Sud Calabria-Italy), contengono noduli di ossidi e idrossidi di ferro di colore variabile dal marrone al rosso. È molto probabile che gli abitanti di alcune colonie della Magna Grecia, le quali già utilizzavano gli stessi depositi argillosi per la produzione di laterizi, avessero notato la presenza di queste materie prime e le avessero utilizzate per la produzione di pigmenti minerali, impiegandoli per decorare manufatti policromi. I noduli sono stati polverizzati e studiati attraverso analisi SEM-EDS, XRPD e colorimetriche; inoltre, sono stati riscaldati alle temperature di 275°C, 400°C, 550°C e 750°C, monitorando le trasformazioni mineralogiche e cromatiche. Lo studio ha evidenziato che è possibile differenziare chimicamente i noduli di Monasterace da quelli di Rocca Imperiale e ha dimostrato che è possibile produrre pigmenti minerali usando queste materie prime
Ochres; Iron oxides
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11770/134969
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