This paper wants to specify an exegetic path about some Jesuit drama’s elements. Starting from the so-called “tragic drama outbreak”, during the forties of the Sixteen Century, will be emphasize the theatrical experience in the Jesuit colleges, a monastic order founded, not by chance, in 1540 by Ignatius of Loyola. The Senecan turning point of the Italian tragedy of the forties nourishes the new Jesuit drama that, staging the horror of the martyrdom, renewed the basic perspective of the drama. With the turmoils of the post-Reformation already strongly felt in all European culture and at the heart of the reconsideration of the spectacle, seen as an educational and evangelization tool, the Jesuit doctrine becomes a powerful device in the art of communication.From fine art, to architecture and theater, the Order organizes an important assembly in which the visual relationship plays a decisive role. Supported by the precepts of the Spiritual Exercises, created by Ignatius of Loyola, the use of images arises as a means of polysemic use of religious practice. Therefore a complex performative system is born and the relationship with the image, at multiple levels of reception, has a strong evocative value.

Questo saggio intende indicare un percorso esegetico su alcuni degli elementi costitutivi la drammaturgia gesuitica. Prendendo le mosse dalla cosiddetta «esplosione del tragico» degli anni Quaranta del Cinquecento verrà posta in risalto l’esperienza teatrale nei Collegi Gesuitici, ordine monastico fondato, non a caso, nel 1540 da Ignazio di Loyola.La svolta senecana della tragedia italiana degli anni Quaranta nutre la nuova drammaturgia gesuitica la quale, portando sulla scena l’orrore del martirio, rinnova in termini devoti la prospettiva edificante del teatro. Al centro della riconsiderazione dello spettacolo, come strumento pedagogico e di evangelizzazione, con i fermenti controriformistici già fortemente sentiti in tutta la cultura europea, la dottrina gesuitica trova nell’arte un possente dispositivo comunicativo. Dall’arte figurativa, all’architettura, al teatro, l’Ordine organizza un poderoso assemblaggio in cui la relazione visiva assume ruolo decisivo. Sostenuto dai precetti degli Esercizi spirituali concepiti da Ignazio di Loyola, l’utilizzo delle immagini si pone come strumento di fruizione polisemica della pratica religiosa. Nasce, pertanto, un complesso sistema performativo nel quale la relazione con l’immagine, a più livelli di ricezione, ha assoluto valore evocativo.

"Come la si dipinge". Retorica delle immagini nella drammaturgia gesuitica

FANELLI, Carlo
2013

Abstract

Questo saggio intende indicare un percorso esegetico su alcuni degli elementi costitutivi la drammaturgia gesuitica. Prendendo le mosse dalla cosiddetta «esplosione del tragico» degli anni Quaranta del Cinquecento verrà posta in risalto l’esperienza teatrale nei Collegi Gesuitici, ordine monastico fondato, non a caso, nel 1540 da Ignazio di Loyola.La svolta senecana della tragedia italiana degli anni Quaranta nutre la nuova drammaturgia gesuitica la quale, portando sulla scena l’orrore del martirio, rinnova in termini devoti la prospettiva edificante del teatro. Al centro della riconsiderazione dello spettacolo, come strumento pedagogico e di evangelizzazione, con i fermenti controriformistici già fortemente sentiti in tutta la cultura europea, la dottrina gesuitica trova nell’arte un possente dispositivo comunicativo. Dall’arte figurativa, all’architettura, al teatro, l’Ordine organizza un poderoso assemblaggio in cui la relazione visiva assume ruolo decisivo. Sostenuto dai precetti degli Esercizi spirituali concepiti da Ignazio di Loyola, l’utilizzo delle immagini si pone come strumento di fruizione polisemica della pratica religiosa. Nasce, pertanto, un complesso sistema performativo nel quale la relazione con l’immagine, a più livelli di ricezione, ha assoluto valore evocativo.
This paper wants to specify an exegetic path about some Jesuit drama’s elements. Starting from the so-called “tragic drama outbreak”, during the forties of the Sixteen Century, will be emphasize the theatrical experience in the Jesuit colleges, a monastic order founded, not by chance, in 1540 by Ignatius of Loyola. The Senecan turning point of the Italian tragedy of the forties nourishes the new Jesuit drama that, staging the horror of the martyrdom, renewed the basic perspective of the drama. With the turmoils of the post-Reformation already strongly felt in all European culture and at the heart of the reconsideration of the spectacle, seen as an educational and evangelization tool, the Jesuit doctrine becomes a powerful device in the art of communication.From fine art, to architecture and theater, the Order organizes an important assembly in which the visual relationship plays a decisive role. Supported by the precepts of the Spiritual Exercises, created by Ignatius of Loyola, the use of images arises as a means of polysemic use of religious practice. Therefore a complex performative system is born and the relationship with the image, at multiple levels of reception, has a strong evocative value.
Teatro rinascimentale; Gesuiti; Drammaturgia gesuitica
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11770/135682
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact