The first part of the article describes the development and features of the relation between interpretation and composition in the repertories of western art music, giving particular attention to the transition from an oral to a written tradition, performance practices in period music and the birth and evolution of instrumental virtuosity in the eighteenth and nineteenth centuries. In the second part, dedicated to the twentieth century, a closer focus is given to the influence of the recording industry and the conception of composition developed by the musical avant-gardes, along with contributions coming from Arnold Schoenberg and Heinrich Schenker concerning the very concepts of “interpretation” and “performance”. Over the long history of western art music, the relation between composition and interpretation has been defined in ever-changing ways, needing to be related on the one hand to singers and instrumentalists’ virtuosic capabilities, and on the other to the aesthetic conceptions of the time, as well as diverse social functions, changing compositional techniques, the development of specific musical notations and, lastly, the historical and analytical knowledge of individual musicians. The discussion will highlight the essentially relative nature of music and the need to formulate the question of musical interpretation not in terms of an absolute fact but a set of individual choices linked on the one hand to the indications provided by the composer in the score and on the other to the performance practices that characterise diverse historical periods.

Nella prima parte dell’articolo si descrivono lo sviluppo e le caratteristiche del rapporto tra interpretazione e composizione nei repertori della musica colta occidentale, con particolare riferimento al passaggio dalla tradizione orale a quella scritta, alle prassi esecutive della musica antica, alla nascita e all’evoluzione del virtuosismo strumentale tra Settecento e Ottocento. Nella seconda parte, dedicata al Novecento, si approfondiscono le influenze dell’industria discografica e delle concezioni compositive delle avanguardie musicali, unitamente ai contributi di Arnold Schoenberg e Heinrich Schenker sui concetti stessi di “interpretazione” e “esecuzione”. Nella lunga storia della musica colta occidentale il rapporto tra composizione e interpretazione si è realizzato in modi sempre diversi, dovendosi collegare da una parte alle capacità virtuosistiche di cantanti e strumentisti, dall’altra alle concezioni estetiche dell’epoca, alle diverse funzioni sociali, alle mutate tecniche compositive, allo sviluppo di specifiche notazioni musicali e, infine, alle competenze storico-analitiche dei singoli musicisti. Nel corso della trattazione viene evidenziata la sostanziale relatività del “fatto” musicale e la necessità di porre la questione dell’interpretazione della musica non come un fatto assoluto ma come un insieme di scelte individuali collegate da una parte alle indicazioni fornite dal compositore nella partitura e dall’altra alle prassi delle diverse epoche storiche.

Il testo scritto e la musica: interpretazione e composizione nella storia della musica colta occidentale

POZZI, Egidio
2016

Abstract

Nella prima parte dell’articolo si descrivono lo sviluppo e le caratteristiche del rapporto tra interpretazione e composizione nei repertori della musica colta occidentale, con particolare riferimento al passaggio dalla tradizione orale a quella scritta, alle prassi esecutive della musica antica, alla nascita e all’evoluzione del virtuosismo strumentale tra Settecento e Ottocento. Nella seconda parte, dedicata al Novecento, si approfondiscono le influenze dell’industria discografica e delle concezioni compositive delle avanguardie musicali, unitamente ai contributi di Arnold Schoenberg e Heinrich Schenker sui concetti stessi di “interpretazione” e “esecuzione”. Nella lunga storia della musica colta occidentale il rapporto tra composizione e interpretazione si è realizzato in modi sempre diversi, dovendosi collegare da una parte alle capacità virtuosistiche di cantanti e strumentisti, dall’altra alle concezioni estetiche dell’epoca, alle diverse funzioni sociali, alle mutate tecniche compositive, allo sviluppo di specifiche notazioni musicali e, infine, alle competenze storico-analitiche dei singoli musicisti. Nel corso della trattazione viene evidenziata la sostanziale relatività del “fatto” musicale e la necessità di porre la questione dell’interpretazione della musica non come un fatto assoluto ma come un insieme di scelte individuali collegate da una parte alle indicazioni fornite dal compositore nella partitura e dall’altra alle prassi delle diverse epoche storiche.
The first part of the article describes the development and features of the relation between interpretation and composition in the repertories of western art music, giving particular attention to the transition from an oral to a written tradition, performance practices in period music and the birth and evolution of instrumental virtuosity in the eighteenth and nineteenth centuries. In the second part, dedicated to the twentieth century, a closer focus is given to the influence of the recording industry and the conception of composition developed by the musical avant-gardes, along with contributions coming from Arnold Schoenberg and Heinrich Schenker concerning the very concepts of “interpretation” and “performance”. Over the long history of western art music, the relation between composition and interpretation has been defined in ever-changing ways, needing to be related on the one hand to singers and instrumentalists’ virtuosic capabilities, and on the other to the aesthetic conceptions of the time, as well as diverse social functions, changing compositional techniques, the development of specific musical notations and, lastly, the historical and analytical knowledge of individual musicians. The discussion will highlight the essentially relative nature of music and the need to formulate the question of musical interpretation not in terms of an absolute fact but a set of individual choices linked on the one hand to the indications provided by the composer in the score and on the other to the performance practices that characterise diverse historical periods.
musica; interpretazione; storia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11770/147761
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