David Hume is the author of the first classification of parties in the history of political thought. He distinguishes between parties of “interest”, “principle” and “devotion”, and considers only the first as the most reasonable. The others are nothing more than sources of discord in a nation, because they generate sectarianism and fanaticism, which are very dangerous for the government stability. This essay shows that, contrary to what some scholars have written in the past decades,Hume, overcoming Bolingbroke and anticipating Burke in accepting political parties, does not critizise the existence of factions so much. He demonstrates their inevitability, as their lack of “moderation” and degeneration in fanatic sects. The author also focuses on some aspectsof the Hume’s doctrine of parties, which are extremely relevant in the current analysis of political science.

David Hume è autore della prima classificazione dei partiti nella storia del pensiero politico moderno. Egli distingue tra partiti di “interesse”, “principio” e “devozione”, considerando solo il primo come “il più ragionevole”, essendo gli altri niente altro che fonti di discordia all’interno del corpo politico poiché generano settarismo, fanatismo e instabilità di governo. Questo saggio intende dimostrare che, contrariamente a quanto alcuni studiosi hanno sostenuto negli ultimi decenni, Hume supera Bolingbroke e anticipa Burke nell’accettazione realistica dei partiti politici, criticando non tanto l’esistenza delle fazioni, di cui anzi dimostra l’inevitabilità nell’esperienza politica, quanto la mancanza di “moderazione” dei loro membri e la loro facile degenerazione in sette. L’autore si concentra anche su alcuni aspetti della dottrina dei partiti di Hume, che si rivelano estremamente rilevanti e attuali se confrontati con le analisi della odierna scienza politica.

Natura e classificazione dei partiti: la “scoperta” di David Hume

PUPO, Spartaco
2016

Abstract

David Hume è autore della prima classificazione dei partiti nella storia del pensiero politico moderno. Egli distingue tra partiti di “interesse”, “principio” e “devozione”, considerando solo il primo come “il più ragionevole”, essendo gli altri niente altro che fonti di discordia all’interno del corpo politico poiché generano settarismo, fanatismo e instabilità di governo. Questo saggio intende dimostrare che, contrariamente a quanto alcuni studiosi hanno sostenuto negli ultimi decenni, Hume supera Bolingbroke e anticipa Burke nell’accettazione realistica dei partiti politici, criticando non tanto l’esistenza delle fazioni, di cui anzi dimostra l’inevitabilità nell’esperienza politica, quanto la mancanza di “moderazione” dei loro membri e la loro facile degenerazione in sette. L’autore si concentra anche su alcuni aspetti della dottrina dei partiti di Hume, che si rivelano estremamente rilevanti e attuali se confrontati con le analisi della odierna scienza politica.
David Hume is the author of the first classification of parties in the history of political thought. He distinguishes between parties of “interest”, “principle” and “devotion”, and considers only the first as the most reasonable. The others are nothing more than sources of discord in a nation, because they generate sectarianism and fanaticism, which are very dangerous for the government stability. This essay shows that, contrary to what some scholars have written in the past decades,Hume, overcoming Bolingbroke and anticipating Burke in accepting political parties, does not critizise the existence of factions so much. He demonstrates their inevitability, as their lack of “moderation” and degeneration in fanatic sects. The author also focuses on some aspectsof the Hume’s doctrine of parties, which are extremely relevant in the current analysis of political science.
David Hume; Factionalism; Political parties; Moderation; Interest
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11770/155845
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