L'articolo affronta il fenomeno, tutt’altro che raro, della violenza a danno degli operatori in attività nei servizi alla persona per individuare delle strategie utili a prevenire tale violenza o comunque a minimizzare il rischio a cui sono soggetti assistenti sociali, educatori, psicologi, infermieri e altri professionisti quando trattano situazioni dove è possibile che si verifichino aggressioni verbali e/o fisiche. Al tema qui trattato non sembra inoltre estraneo quello della paura che può essere attenuata o esasperata sulla base della percezione, da parte del professionista dell’aiuto, di avere adeguate protezioni provenienti dal proprio bagaglio di competenze professionali, dall’organizzazione di appartenenza, oppure dai colleghi e, più in generale, dalla comunità professionale di riferimento. Alcune delle domande che animano le argomentazioni qui espresse: quanto è diffusa la violenza contro i professionisti dell’aiuto? Quali sono le sue cause? Come è possibile cogliere i primi segnali di rischio per impedire lo scoppio della violenza o comunque per limitarne i danni? Quale può essere il ruolo della formazione a tale proposito? Infine quale supporto può essere fornito agli operatori vittime di aggressioni?

La violenza contro i professionisti dell’aiuto / SICORA A. - In: PROSPETTIVE SOCIALI E SANITARIE. - ISSN 0393-9510. - :3(2011), pp. 7-10.

La violenza contro i professionisti dell’aiuto

SICORA, Alessandro
2011

Abstract

L'articolo affronta il fenomeno, tutt’altro che raro, della violenza a danno degli operatori in attività nei servizi alla persona per individuare delle strategie utili a prevenire tale violenza o comunque a minimizzare il rischio a cui sono soggetti assistenti sociali, educatori, psicologi, infermieri e altri professionisti quando trattano situazioni dove è possibile che si verifichino aggressioni verbali e/o fisiche. Al tema qui trattato non sembra inoltre estraneo quello della paura che può essere attenuata o esasperata sulla base della percezione, da parte del professionista dell’aiuto, di avere adeguate protezioni provenienti dal proprio bagaglio di competenze professionali, dall’organizzazione di appartenenza, oppure dai colleghi e, più in generale, dalla comunità professionale di riferimento. Alcune delle domande che animano le argomentazioni qui espresse: quanto è diffusa la violenza contro i professionisti dell’aiuto? Quali sono le sue cause? Come è possibile cogliere i primi segnali di rischio per impedire lo scoppio della violenza o comunque per limitarne i danni? Quale può essere il ruolo della formazione a tale proposito? Infine quale supporto può essere fornito agli operatori vittime di aggressioni?
violenza; servizi sociali; operatori sociali
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11770/157878
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