At the beginning of the twentieth century, in Europe and in the USA, the linguistic turn of the contemporary philosophy seems to take place outside and against the rhetoric which is about to lose its preeminence in the field of public communication. Pragmatics has not yet developed, while logic and sciences have exclude rhetoric from their own fields of inquiry. In 1902 French public schools eliminated rhetoric from their curricula, this event which marks the decline of such a discipline is followed by a strong debate among philosophers, logicians and linguists. More recently, instead, a rhetorical turn contemporary thought has taken place. In effect, rhetoric becomes the founding principle in in Roman Jakobson’s semantics. Chaim Perelman places rhetoric at the heart of most form of reasoning. Books like Edelman’s Bright Air or Gibss’ The Poetic Mind reinstate rhetoric at the core of scientific thought and show the the cognitive value of rhetorical mechanisms. The present article deals with two authors who can be considered the precursors of the rhetorical turn: Hans Vaihinger and Giovanni Vailati. Right at the beginning of last century, these philosophers published their works in which the rhetorical processes are considered as cognitive and creative models not only in poetry but, more significantly, in science. Such processes are flexible thought structures that can help solve of in scientific problems and are fundamental for mathematics or jurisprudence.

Agli inizi del Novecento, in Europa e negli Stati Uniti, la linguistic turn della filosofia contemporanea sembra inaugurarsi senza e contro la retorica che sembra essere sul punto di perdere gran parte del suo impero: diminuita l'importanza della sfera della comunicazione pubblica (gli studi di pragmatica non si sono ancora sviluppati), bandita dal dominio della logica e delle scienze, ridotta al solo ambito della critica letteraria. Nel 1902 si assiste ad un evento che può considerarsi emblematico del declino, ossia la soppressione dell'insegnamento della retorica nella scuola pubblica francese, non senza dibattito in cui intervengono, filosofi, logici e linguisti. In tempi assai più recenti, invece, si assiste a quella che potremmo definire una rhetorical Turn del pensiero contemporaneo. Infatti, dopo che Roman Jakobson ha fatto della retorica il fondamento di ogni semantica, e dopo che Perelman l'ha collocata alla base di ogni forma di argomentazione, la retorica ha finito per rientrare anche nel pensiero scientifico e testi come Bright Air di Edelman o The Poetic Mind di Gibss hanno riproposto all'attenzione il valore cognitivo dei meccanismi retorici fondamentali. L'articolo si occupa in particolare di due autori che possono essere considerati gli antesignani di questa svolta. Hans Vaihinger e Giovanni Vailati,. proprio agli inizi del ventesimo secolo, in Germania e in Italia pubblicano opere in cui in cui i processi retorici vengono indagati poichè si ritiene che prefigurino modelli cognitivi e creativi non solo in senso poetico, ma produttivi di conoscenza e, in alcuni casi di scienza. Si tratta infatti di strutture di pensiero estremamente flessibili che possono risultare determinanti nella soluzione di puzzles scientifici o che sono all'origine dei concetti fondanti di alcune discipline come la matematica o la giurisprudenza.

CLAUDIA STANCATI La retorica del Novecento tra filosofia del linguaggio e filosofia della scienza. Teoria e analisi delle finzioni / Stancati, Claudia. - In: EPISTEMOLOGIA. - ISSN 0392-9760. - 29(2006), pp. 23-40.

CLAUDIA STANCATI La retorica del Novecento tra filosofia del linguaggio e filosofia della scienza. Teoria e analisi delle finzioni

STANCATI, Claudia
2006

Abstract

Agli inizi del Novecento, in Europa e negli Stati Uniti, la linguistic turn della filosofia contemporanea sembra inaugurarsi senza e contro la retorica che sembra essere sul punto di perdere gran parte del suo impero: diminuita l'importanza della sfera della comunicazione pubblica (gli studi di pragmatica non si sono ancora sviluppati), bandita dal dominio della logica e delle scienze, ridotta al solo ambito della critica letteraria. Nel 1902 si assiste ad un evento che può considerarsi emblematico del declino, ossia la soppressione dell'insegnamento della retorica nella scuola pubblica francese, non senza dibattito in cui intervengono, filosofi, logici e linguisti. In tempi assai più recenti, invece, si assiste a quella che potremmo definire una rhetorical Turn del pensiero contemporaneo. Infatti, dopo che Roman Jakobson ha fatto della retorica il fondamento di ogni semantica, e dopo che Perelman l'ha collocata alla base di ogni forma di argomentazione, la retorica ha finito per rientrare anche nel pensiero scientifico e testi come Bright Air di Edelman o The Poetic Mind di Gibss hanno riproposto all'attenzione il valore cognitivo dei meccanismi retorici fondamentali. L'articolo si occupa in particolare di due autori che possono essere considerati gli antesignani di questa svolta. Hans Vaihinger e Giovanni Vailati,. proprio agli inizi del ventesimo secolo, in Germania e in Italia pubblicano opere in cui in cui i processi retorici vengono indagati poichè si ritiene che prefigurino modelli cognitivi e creativi non solo in senso poetico, ma produttivi di conoscenza e, in alcuni casi di scienza. Si tratta infatti di strutture di pensiero estremamente flessibili che possono risultare determinanti nella soluzione di puzzles scientifici o che sono all'origine dei concetti fondanti di alcune discipline come la matematica o la giurisprudenza.
At the beginning of the twentieth century, in Europe and in the USA, the linguistic turn of the contemporary philosophy seems to take place outside and against the rhetoric which is about to lose its preeminence in the field of public communication. Pragmatics has not yet developed, while logic and sciences have exclude rhetoric from their own fields of inquiry. In 1902 French public schools eliminated rhetoric from their curricula, this event which marks the decline of such a discipline is followed by a strong debate among philosophers, logicians and linguists. More recently, instead, a rhetorical turn contemporary thought has taken place. In effect, rhetoric becomes the founding principle in in Roman Jakobson’s semantics. Chaim Perelman places rhetoric at the heart of most form of reasoning. Books like Edelman’s Bright Air or Gibss’ The Poetic Mind reinstate rhetoric at the core of scientific thought and show the the cognitive value of rhetorical mechanisms. The present article deals with two authors who can be considered the precursors of the rhetorical turn: Hans Vaihinger and Giovanni Vailati. Right at the beginning of last century, these philosophers published their works in which the rhetorical processes are considered as cognitive and creative models not only in poetry but, more significantly, in science. Such processes are flexible thought structures that can help solve of in scientific problems and are fundamental for mathematics or jurisprudence.
Retorica; Epistemologia; Linguaggio scientifico; Rhetoric; Epistemology; Scientific language
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11770/158519
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