Michael Oakeshott conceives the history of European political thought as a structuring of ideas and arguments of the practical experience aimed to understanding political expressions in vogue in the culture of a people. It is not a continuous and cumulative history of abstract and disembodied ideas, as it is wrongly conceived, but of some men who thought politics in a certain way on the basis of the language and of the set of actions, moral beliefs and contingencies of the people which they belong to. The article highlights the comparison between Oakeshott, Quentin Skinner and Gianfranco Miglio on the search for the most appropriate method to be applied in the study of the history of political thought.

Michael Oakeshott guarda alla storia del pensiero politico europeo come a una strutturazione di idee e argomentazioni proprie dell’esperienza pratica, volta alla comprensione delle espressioni politiche in voga nella cultura di un popolo. Essa non è una storia continuativa e cumulativa di idee astratte e disincarnate, come viene erroneamente concepita, ma di uomini che hanno pensato la politica in un certo modo sulla base del linguaggio e dell’insieme delle azioni, delle credenze morali e delle contingenze del popolo d’appartenenza. Nell’articolo è messo in risalto il confronto tra Oakeshott, Quentin Skinner e Gianfranco Miglio sulla ricerca del metodo da applicare allo studio della storia del pensiero politico.

Una storia di esperienze e di uomini pensanti. La storia del pensiero politico secondo Michael Oakeshott

PUPO, Spartaco
2014

Abstract

Michael Oakeshott guarda alla storia del pensiero politico europeo come a una strutturazione di idee e argomentazioni proprie dell’esperienza pratica, volta alla comprensione delle espressioni politiche in voga nella cultura di un popolo. Essa non è una storia continuativa e cumulativa di idee astratte e disincarnate, come viene erroneamente concepita, ma di uomini che hanno pensato la politica in un certo modo sulla base del linguaggio e dell’insieme delle azioni, delle credenze morali e delle contingenze del popolo d’appartenenza. Nell’articolo è messo in risalto il confronto tra Oakeshott, Quentin Skinner e Gianfranco Miglio sulla ricerca del metodo da applicare allo studio della storia del pensiero politico.
Michael Oakeshott conceives the history of European political thought as a structuring of ideas and arguments of the practical experience aimed to understanding political expressions in vogue in the culture of a people. It is not a continuous and cumulative history of abstract and disembodied ideas, as it is wrongly conceived, but of some men who thought politics in a certain way on the basis of the language and of the set of actions, moral beliefs and contingencies of the people which they belong to. The article highlights the comparison between Oakeshott, Quentin Skinner and Gianfranco Miglio on the search for the most appropriate method to be applied in the study of the history of political thought.
Oakeshott; Skinner; Miglio; Political language; Political Context.
Oakeshott; Skinner; Miglio; Linguaggio Politico; Contesto politico.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11770/159296
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact