La Strategia Nazionale per le Aree Interne (ma lo stesso discorso potrebbe valere per la Strategia Nazionale per l’Adattamento al Cambiamento Climatico e per le politiche di attuazione dei Contratti di Fiume, non a caso, già citate in precedenza) rappresenta un’occasione di sviluppo locale che va ben oltre i propri specifici contenuti e la relativa dotazione di risorse economiche. Si tratta di un’opportunità per riflettere su alcune que- stioni che da tempo ormai sono sul tavolo e per trovare la giusta spinta verso la loro defi- nitiva formalizzazione. Tali questioni posso- no essere così sintetizzate: • La definitiva affermazione del pae- saggio come scenario strategico di riferimen- to per il Paese; • Il superamento dei limiti ammini- strativi a vantaggio di processi adattivi che individuano di volta in volta le “geometrie variabili” di riferimento; • Il superamento dei “modelli” (quan- titativi, economici, sviluppisti) a vantaggio di schemi interpretativi local based in grado di intercettare le aspettative reali delle comunità; • Il completamento della transizione dalla partecipazione con valore prettamente consultivo, alla collaborazione con carattere fortemente gestionale. L’utilizzo della nozione paesaggi interni ap- pare utile per mettere a sistema tali questioni e favorire il governo delle varie “fragilità” ter- ritoriali, trasformandole, laddove possibile, in asset da valorizzare.

Paesaggi “interni”: governare la fragilità

paola cannavo
;
massimo zupi
2018-01-01

Abstract

La Strategia Nazionale per le Aree Interne (ma lo stesso discorso potrebbe valere per la Strategia Nazionale per l’Adattamento al Cambiamento Climatico e per le politiche di attuazione dei Contratti di Fiume, non a caso, già citate in precedenza) rappresenta un’occasione di sviluppo locale che va ben oltre i propri specifici contenuti e la relativa dotazione di risorse economiche. Si tratta di un’opportunità per riflettere su alcune que- stioni che da tempo ormai sono sul tavolo e per trovare la giusta spinta verso la loro defi- nitiva formalizzazione. Tali questioni posso- no essere così sintetizzate: • La definitiva affermazione del pae- saggio come scenario strategico di riferimen- to per il Paese; • Il superamento dei limiti ammini- strativi a vantaggio di processi adattivi che individuano di volta in volta le “geometrie variabili” di riferimento; • Il superamento dei “modelli” (quan- titativi, economici, sviluppisti) a vantaggio di schemi interpretativi local based in grado di intercettare le aspettative reali delle comunità; • Il completamento della transizione dalla partecipazione con valore prettamente consultivo, alla collaborazione con carattere fortemente gestionale. L’utilizzo della nozione paesaggi interni ap- pare utile per mettere a sistema tali questioni e favorire il governo delle varie “fragilità” ter- ritoriali, trasformandole, laddove possibile, in asset da valorizzare.
aree interne, paesaggio, governance collaborativa
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11770/288523
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