The controversial nature of the relationship between Bruno Zevi and Luigi Moretti clearly emerges from the titles of some of the texts the critic wrote about the architect – Ambizione contro ingegno. Luigi Moretti double face; D’Annunzio gli è rimasto nel compasso. The death of Luigi Moretti. The latter is the original title of the vibrant obituary Zevi wrote in July 1973, later interestingly transformed into Computer jammed by a “Dannuntian” spirit, when the text appeared in Cronache di architettura, as a further confirmation of the fact that the author never changed his position, for better or worse, despite «a deep esteem in his possibilities». Now, almost fifty years later, Moretti appears as one of “Zevi’s architects” in the exhibition at the MAXXI for the celebration of the Centenary of his birth. Probably the curators felt it was time to mend a breach that more than one supporter of these two giants of the twentieth century must have considered as a missed opportunity. The letters that Luigi Moretti wrote to his beloved opponent certify he would have been proud of being, finally, one of “Zevi’s architects”. This issue demonstrates the correctness of this desire.

Il controverso rapporto tra Bruno Zevi e Luigi Moretti trova una rappresentazione plastica già nei titoli di alcuni degli scritti del critico sull’architetto: Ambizione contro ingegno. Luigi Moretti double face ; D’Annunzio gli è rimasto nel compasso. La morte di Luigi Moretti. Quest’ultimo, è il titolo originario del vibrante necrologio firmato da Zevi nel luglio 1973, poi significativamente convertito, nelle Cronache di architettura, in Computer inceppato dal dannunzianesimo , a ulteriore conferma di una posizione del suo autore mai modificata, nel bene come nel male, nonostante egli nutrisse «una profonda stima nelle sue possibilità» . Oggi, a distanza di quasi cinquant’anni Moretti compare tra “Gli architetti di Zevi”, nella mostra del MAXXI così intitolata che celebra il centenario della nascita dello storico romano. Probabilmente i curatori hanno avvertito la necessità di rimediare a uno strappo che a più di un cultore di questi due protagonisti del Novecento deve essere sembrato un’occasione mancata. Le lettere che Luigi Moretti scrisse al suo amato rivale dimostrano che oggi egli sarebbe stato orgoglioso di essere infine ricordato come uno degli “architetti di Zevi”. Questo saggio sulla base dei carteggi rinvenuti intende dimostrarlo.

Luigi Moretti, uno degli "Architetti di Zevi"

Lucente, Roberta
2018

Abstract

Il controverso rapporto tra Bruno Zevi e Luigi Moretti trova una rappresentazione plastica già nei titoli di alcuni degli scritti del critico sull’architetto: Ambizione contro ingegno. Luigi Moretti double face ; D’Annunzio gli è rimasto nel compasso. La morte di Luigi Moretti. Quest’ultimo, è il titolo originario del vibrante necrologio firmato da Zevi nel luglio 1973, poi significativamente convertito, nelle Cronache di architettura, in Computer inceppato dal dannunzianesimo , a ulteriore conferma di una posizione del suo autore mai modificata, nel bene come nel male, nonostante egli nutrisse «una profonda stima nelle sue possibilità» . Oggi, a distanza di quasi cinquant’anni Moretti compare tra “Gli architetti di Zevi”, nella mostra del MAXXI così intitolata che celebra il centenario della nascita dello storico romano. Probabilmente i curatori hanno avvertito la necessità di rimediare a uno strappo che a più di un cultore di questi due protagonisti del Novecento deve essere sembrato un’occasione mancata. Le lettere che Luigi Moretti scrisse al suo amato rivale dimostrano che oggi egli sarebbe stato orgoglioso di essere infine ricordato come uno degli “architetti di Zevi”. Questo saggio sulla base dei carteggi rinvenuti intende dimostrarlo.
The controversial nature of the relationship between Bruno Zevi and Luigi Moretti clearly emerges from the titles of some of the texts the critic wrote about the architect – Ambizione contro ingegno. Luigi Moretti double face; D’Annunzio gli è rimasto nel compasso. The death of Luigi Moretti. The latter is the original title of the vibrant obituary Zevi wrote in July 1973, later interestingly transformed into Computer jammed by a “Dannuntian” spirit, when the text appeared in Cronache di architettura, as a further confirmation of the fact that the author never changed his position, for better or worse, despite «a deep esteem in his possibilities». Now, almost fifty years later, Moretti appears as one of “Zevi’s architects” in the exhibition at the MAXXI for the celebration of the Centenary of his birth. Probably the curators felt it was time to mend a breach that more than one supporter of these two giants of the twentieth century must have considered as a missed opportunity. The letters that Luigi Moretti wrote to his beloved opponent certify he would have been proud of being, finally, one of “Zevi’s architects”. This issue demonstrates the correctness of this desire.
Luigi Moretti, Bruno Zevi, letters, architectural design history and critics
Luigi Moretti, Bruno Zevi, lettere, storia e critica della progettazione architettonica
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11770/292673
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