L’avvento dell’intelligenza artificiale sta investendo non solo i lavori manuali ma anche quelli intellettuali, che spariranno o si trasformeranno profondamente. Pertanto gli attuali sistemi educativi stanno in gran parte formando le giovani generazioni verso professioni senza futuro. Questo tema evidente non è stato per nulla esaminato sotto l’aspetto pedagogico. Infatti, le élite che oggi governano i popoli potranno non avere alcun interesse a preoccuparsi dell’educazione dei figli delle famiglie povere che nel passato erano indispensabili per comporre gli eserciti e mandare avanti le fabbriche. Pertanto i popoli rischiano di diventare superflui, con il rischio di una netta divisione tra i pochissimi che saranno preposti a guidare gli sviluppi dell’intelligenza artificiale e che godranno di un’educazione di alto livello e le moltitudini che riceveranno un’educazione per occupare principalmente il tempo libero. È un destino già segnato o si può ancora fare qualcosa? La risposta all’intelligenza artificiale potrà essere quella di valorizzare i talenti umani plusdotati? Oppure di rafforzare l’educazione popolare per evitare alla stragrande maggioranza delle persone di regredire? In ogni caso, va reinventato al più presto il sistema educativo pubblico. Appunto per questo, il saggio pone urgenti interrogativi ai quali bisogna in qualche modo cominciare a rispondere, individuando ancora nell’educazione la risorsa indispensabile per mantenere l’uomo al centro dell’universo.

Educazione per popoli superflui? L’avvento dell’intelligenza artificiale e gli studenti plusdotati: per una pedagogia consapevole

Mario Caligiuri
2018

Abstract

L’avvento dell’intelligenza artificiale sta investendo non solo i lavori manuali ma anche quelli intellettuali, che spariranno o si trasformeranno profondamente. Pertanto gli attuali sistemi educativi stanno in gran parte formando le giovani generazioni verso professioni senza futuro. Questo tema evidente non è stato per nulla esaminato sotto l’aspetto pedagogico. Infatti, le élite che oggi governano i popoli potranno non avere alcun interesse a preoccuparsi dell’educazione dei figli delle famiglie povere che nel passato erano indispensabili per comporre gli eserciti e mandare avanti le fabbriche. Pertanto i popoli rischiano di diventare superflui, con il rischio di una netta divisione tra i pochissimi che saranno preposti a guidare gli sviluppi dell’intelligenza artificiale e che godranno di un’educazione di alto livello e le moltitudini che riceveranno un’educazione per occupare principalmente il tempo libero. È un destino già segnato o si può ancora fare qualcosa? La risposta all’intelligenza artificiale potrà essere quella di valorizzare i talenti umani plusdotati? Oppure di rafforzare l’educazione popolare per evitare alla stragrande maggioranza delle persone di regredire? In ogni caso, va reinventato al più presto il sistema educativo pubblico. Appunto per questo, il saggio pone urgenti interrogativi ai quali bisogna in qualche modo cominciare a rispondere, individuando ancora nell’educazione la risorsa indispensabile per mantenere l’uomo al centro dell’universo.
INTELLIGENZA ARTIFICIALE, PEDAGOGIA SOCIALE, PEDAGOGIA GENERALE, NEUROSCIENZE
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11770/295866
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