Il metodo degli EAS, Episodi di Apprendimento Situato, messo a punto da Rivoltella, dai ricercatori del CREMIT e dagli insegnanti dal 2014, si propone come un modello differente di far scuola. Un EAS è costruito su tre periodi principali: un momento anticipatorio, cioè un compito che viene consegnato alla classe e che può essere un video da guardare o un’esperienza da fare solitamente in modalità flipped, da svolgere a casa; un momento operativo in cui la classe deve sviluppare una micro-attività individuale o di gruppo nella quale bisogna produrre un artefatto (una mappa concettuale, un breve video); un momento di ristrutturazione, cioè il debriefing, ovvero una riflessione critica sui processi attivati e che si può realizzare sia attraverso un brainstorming, sia tramite metodologie di analisi più strutturate. L’insegnante conclude, poi, con una breve lezione in cui fissa i concetti-chiave e pone ulteriori approfondimenti. Lavorare con gli EAS vuole dire partire da un’accurata progettazione del docente (Lesson Plan) che proporrà agli studenti esperienze di apprendimento situato e significativo che dovranno concludersi con la realizzazione di artefatti digitali favorendo, in tal modo, sia un’appropriazione personale dei contenuti, sia la cooperazione e la condivisione.

Metodo degli EAS e didattica inclusiva nella scuola delle competenze

simona perfetti
2019

Abstract

Il metodo degli EAS, Episodi di Apprendimento Situato, messo a punto da Rivoltella, dai ricercatori del CREMIT e dagli insegnanti dal 2014, si propone come un modello differente di far scuola. Un EAS è costruito su tre periodi principali: un momento anticipatorio, cioè un compito che viene consegnato alla classe e che può essere un video da guardare o un’esperienza da fare solitamente in modalità flipped, da svolgere a casa; un momento operativo in cui la classe deve sviluppare una micro-attività individuale o di gruppo nella quale bisogna produrre un artefatto (una mappa concettuale, un breve video); un momento di ristrutturazione, cioè il debriefing, ovvero una riflessione critica sui processi attivati e che si può realizzare sia attraverso un brainstorming, sia tramite metodologie di analisi più strutturate. L’insegnante conclude, poi, con una breve lezione in cui fissa i concetti-chiave e pone ulteriori approfondimenti. Lavorare con gli EAS vuole dire partire da un’accurata progettazione del docente (Lesson Plan) che proporrà agli studenti esperienze di apprendimento situato e significativo che dovranno concludersi con la realizzazione di artefatti digitali favorendo, in tal modo, sia un’appropriazione personale dei contenuti, sia la cooperazione e la condivisione.
EAS, Inclusione, Scuola, Cooperazione
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11770/296331
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