For Stockhausen, the years between 1952 and the early 60s was a period of experimentation as regards both form and serial structures. Such turning point was reasonably influenced by his contemporary explorations in electronic music, the ones which opened his eyes on renewed horizons of multilevelled serial structuring for the manifold musical parameters. Robin Maconie has noted in that respect that Klavierstücke V-VIII, while maintaining their character as “studies”, are different from the rst series (I-IV) for their abandoning an abstract formal organisation, as well as their marked orientation towards more tangible features, such as sonority, temporal unfolding, and quality of listening. However, in those years his interest did involve not only the “non-quanti able” parameters of writing and performance, but also the overcoming of the received rhetoric-formal principles of “beginning-development-end”. This article focuses in particular on Klavierstück V to understand whether the role played by parameters derived from experiences in electronic music maintains, on an overall formal level, the desired distance from any kind of traditional and/ or processual formal conception. The analysis rests on a close scrutiny of both the score and real performances by Aloys Kontarsky, Vanessa Benelli Mosell, and Maurizio Pollini. At the same time, a detailed investigation of the group writing and the overall form of the piece allows us to identify a few “performance paths” marked by specific trends in parameters, including choices in tempo and dynamics.

Per Stockhausen gli anni tra il 1952 e i primi anni ’60 furono un periodo di sperimentazione riguardante sia la forma sia le strutture seriali. Questo punto di svolta fu presumibilmente influenzato dalle coeve esplorazioni nel campo della musica elettronica, che aprirono i suoi occhi verso nuovi orizzonti di strutturazione seriale dei parametri musicali. A questo riguardo Robin Maconie ha osservato che i Klavierstücke V-VIII, pur preservando il loro carattere di “studi”, differiscono dalla prima serie (I-IV) per aver abbandonato un’organizzazione formale astratta e per il loro spiccato orientamento verso aspetti più tangibili come la sonorità, il dispiegamento nel tempo e la qualità dell’ascolto. Tuttavia, il suo interesse in quegli anni era rivolto non solo ai parametri “non quantificabili” della scrttura e della performance, ma anche al superamento dei tradizionali principi retorico-formali di “inizio-sviluppone”. Quest’articolo si concentra in particolare sul Klavierstücke V per capire se il ruolo assunto dai parametri derivati dalle esperienze nella musica elettronica preservano, a un livello formale complessivo, la distanza voluta da ogni tipo di concezione formale tradizionale e/o processuale. L’analisi si basa su un’indagine dettagliata sia della musica sia di esecuzioni di Aloys Kontarsky, Vanessa Benelli Mosell e Maurizio Pollini. Parallelamente, l’esame della scrittura per gruppi e della forma complessiva di questo pezzo consente di individuare alcuni “percorsi esecutivi” caratterizzati da specifici andamenti parametrici come le scelte temporali e quelle dinamiche.

L'esperienza della musica elettronica e la sperimentazione di una forma aperta: scrittura per gruppi e percorsi esecutivi nel Klavierstück V di Karlheinz Stockhausen

Egidio Pozzi
2019

Abstract

Per Stockhausen gli anni tra il 1952 e i primi anni ’60 furono un periodo di sperimentazione riguardante sia la forma sia le strutture seriali. Questo punto di svolta fu presumibilmente influenzato dalle coeve esplorazioni nel campo della musica elettronica, che aprirono i suoi occhi verso nuovi orizzonti di strutturazione seriale dei parametri musicali. A questo riguardo Robin Maconie ha osservato che i Klavierstücke V-VIII, pur preservando il loro carattere di “studi”, differiscono dalla prima serie (I-IV) per aver abbandonato un’organizzazione formale astratta e per il loro spiccato orientamento verso aspetti più tangibili come la sonorità, il dispiegamento nel tempo e la qualità dell’ascolto. Tuttavia, il suo interesse in quegli anni era rivolto non solo ai parametri “non quantificabili” della scrttura e della performance, ma anche al superamento dei tradizionali principi retorico-formali di “inizio-sviluppone”. Quest’articolo si concentra in particolare sul Klavierstücke V per capire se il ruolo assunto dai parametri derivati dalle esperienze nella musica elettronica preservano, a un livello formale complessivo, la distanza voluta da ogni tipo di concezione formale tradizionale e/o processuale. L’analisi si basa su un’indagine dettagliata sia della musica sia di esecuzioni di Aloys Kontarsky, Vanessa Benelli Mosell e Maurizio Pollini. Parallelamente, l’esame della scrittura per gruppi e della forma complessiva di questo pezzo consente di individuare alcuni “percorsi esecutivi” caratterizzati da specifici andamenti parametrici come le scelte temporali e quelle dinamiche.
For Stockhausen, the years between 1952 and the early 60s was a period of experimentation as regards both form and serial structures. Such turning point was reasonably influenced by his contemporary explorations in electronic music, the ones which opened his eyes on renewed horizons of multilevelled serial structuring for the manifold musical parameters. Robin Maconie has noted in that respect that Klavierstücke V-VIII, while maintaining their character as “studies”, are different from the rst series (I-IV) for their abandoning an abstract formal organisation, as well as their marked orientation towards more tangible features, such as sonority, temporal unfolding, and quality of listening. However, in those years his interest did involve not only the “non-quanti able” parameters of writing and performance, but also the overcoming of the received rhetoric-formal principles of “beginning-development-end”. This article focuses in particular on Klavierstück V to understand whether the role played by parameters derived from experiences in electronic music maintains, on an overall formal level, the desired distance from any kind of traditional and/ or processual formal conception. The analysis rests on a close scrutiny of both the score and real performances by Aloys Kontarsky, Vanessa Benelli Mosell, and Maurizio Pollini. At the same time, a detailed investigation of the group writing and the overall form of the piece allows us to identify a few “performance paths” marked by specific trends in parameters, including choices in tempo and dynamics.
Stockhausen’s Klavierstück V, musical parameters, moment form, processual form, variable form, analysis and performance.
Stockhausen, Klavierstück V, parametri musicali, moment form, forma processuale, variable form, analisi e performance
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11770/297162
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