Col tempo il CLIL si è rivelato molto di più del semplice “apprendere un po’ di contenuto e un po’ di lingua” per diventare potenzialmente il fondamento di una serie di modi operandi pragmatici che aiutano gli insegnanti a trasformare le teorie sulla buona scuola in didattica effi cace in classe. È di questo che si occupano i capitoli di questa Parte 2: delle teorie e delle buone pratiche CLIL e di come possano tradursi in materiali didattici concreti, analizzati tenendo presente il cervello e come esso elabora, o meno, l’ informazione. Tutti questi concetti vanno a costituire quattro capitoli: C come Contenuto; L come Lingua; I come Integrazione; e L come Learning. Si parte, però, dall’ultimo termine dell’ acronimo CLIL “Learning” (Capitolo 2.1), analizzando ciò che si sa riguardo al modo in cui il cervello apprende, per poi capire la sfida del contenuto complesso (Capitolo 2.2) e la necessità del linguaggio complesso (Capitolo 2.3) approdando, infine, al Capitolo 2.4, I di Integrazione, che presenta materiali CLIL e dimostra come C ed L vanno a integrarsi, tenendo l’ organo in questione in debito conto. Si pongono così le basi per gli studi di caso della Parte 3 dove si dimostra che, divenuti consapevoli del dato linguistico e resi sensibili rispetto al dato contenutistico, gli insegnanti riescono a progettare un input istruttivo più efficace su entrambi i versanti.

Fare CLIL: I Perché, I Principi, Le Prove (Parte 2) I Principi: "L" come Learning / "C" come Content / "L" come Language / "I" come Integration

Yen-Ling Ting
;
2018

Abstract

Col tempo il CLIL si è rivelato molto di più del semplice “apprendere un po’ di contenuto e un po’ di lingua” per diventare potenzialmente il fondamento di una serie di modi operandi pragmatici che aiutano gli insegnanti a trasformare le teorie sulla buona scuola in didattica effi cace in classe. È di questo che si occupano i capitoli di questa Parte 2: delle teorie e delle buone pratiche CLIL e di come possano tradursi in materiali didattici concreti, analizzati tenendo presente il cervello e come esso elabora, o meno, l’ informazione. Tutti questi concetti vanno a costituire quattro capitoli: C come Contenuto; L come Lingua; I come Integrazione; e L come Learning. Si parte, però, dall’ultimo termine dell’ acronimo CLIL “Learning” (Capitolo 2.1), analizzando ciò che si sa riguardo al modo in cui il cervello apprende, per poi capire la sfida del contenuto complesso (Capitolo 2.2) e la necessità del linguaggio complesso (Capitolo 2.3) approdando, infine, al Capitolo 2.4, I di Integrazione, che presenta materiali CLIL e dimostra come C ed L vanno a integrarsi, tenendo l’ organo in questione in debito conto. Si pongono così le basi per gli studi di caso della Parte 3 dove si dimostra che, divenuti consapevoli del dato linguistico e resi sensibili rispetto al dato contenutistico, gli insegnanti riescono a progettare un input istruttivo più efficace su entrambi i versanti.
9788833590783
CLIL, theory into practice
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11770/317871
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