Il trauma, nella sua declinazione storica o personale, ha assunto ormai un ruolo centrale nel cinema documentario contemporaneo che diventa parte attiva del processo di rielaborazione dell’esperienza. Il documentario post-traumatico, nonostante sia difficilmente associabile ad un genere o filone, data la sua natura politestuale e ibrida, si interroga sulla relazione che intercorre tra il trauma storico e le modalità, così come le forme, per rappresentarlo, diventando uno strumento conoscitivo capace di rileggere e riformulare il passato. Il seguente contributo si pone l’obiettivo di esplorare un aspetto chiave per riflettere sulla ri-messa in scena del trauma nel cinema documentario contemporaneo, ovvero il rapporto che si instaura tra spazio, evento e memoria. Nello specifico prenderò in esame Nostalgia de la luz (Nostalgia della luce, Guzmán 2010), Dubina dva (Depth Two, Glavonic 2016) e Le dernier des injustes (L’ultimo degli ingiusti, Lanzmann 2013), film che ri-disegnano il paesaggio agli occhi dello spettatore, riscoprendo le tracce traumatiche, seppur ad una prima vista invisibili, in spazi ancora infestati dai fantasmi del passato.

This should be the place. Ri-disegnare il traumascape nel cinema documentario post-traumatico

samuel antichi
2021

Abstract

Il trauma, nella sua declinazione storica o personale, ha assunto ormai un ruolo centrale nel cinema documentario contemporaneo che diventa parte attiva del processo di rielaborazione dell’esperienza. Il documentario post-traumatico, nonostante sia difficilmente associabile ad un genere o filone, data la sua natura politestuale e ibrida, si interroga sulla relazione che intercorre tra il trauma storico e le modalità, così come le forme, per rappresentarlo, diventando uno strumento conoscitivo capace di rileggere e riformulare il passato. Il seguente contributo si pone l’obiettivo di esplorare un aspetto chiave per riflettere sulla ri-messa in scena del trauma nel cinema documentario contemporaneo, ovvero il rapporto che si instaura tra spazio, evento e memoria. Nello specifico prenderò in esame Nostalgia de la luz (Nostalgia della luce, Guzmán 2010), Dubina dva (Depth Two, Glavonic 2016) e Le dernier des injustes (L’ultimo degli ingiusti, Lanzmann 2013), film che ri-disegnano il paesaggio agli occhi dello spettatore, riscoprendo le tracce traumatiche, seppur ad una prima vista invisibili, in spazi ancora infestati dai fantasmi del passato.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11770/337953
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