Il volume raccoglie il risultato di una ricerca sull'assistenza infermieristica a Perugia dall'Unità d'Italia all'epoca fascista. Obiettivo certamente ambizioso, ma molto accattivane per chi, prima d'essere docente, è anche, da dodici anni, infermiere.Nella prima parte la ricerca si muove nel vasto territorio dell'assistenza infermieristica in Italia, mentre nella seconda affronta la vicenda dell'assistenza infermiera nell'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, l'attuale "Policlinico" di Monteluce. I punti cronologici estremi dell'arco temporale nel quale è stata inscritta la "descrizione dei fatti" sono il 1860, quale coordinata distale, anno in cui l'Italia cessò di essere una mera espressione geografica, ma anche anno che vide sorgere in Inghilterra, presso il St. Thomas's Hospital di Londra, la prima scuola per infermieri fondata da Florence Nightingale, considerata, a ragione, la prima riformatrice dell'assistenza infermieristica moderna e il 1945, coordinata prossimale, anno che con la fine della II Guerra mondiale vide concludersi l'esperienza totalitaria del regime fascista.Fu proprio negli anni del fascismo, infatti, che il lungo dibattito di inizio secolo sulla questione infermieristica giunse a maturazione: i regi decreti legge del 15 agosto 1925, n. 1832 e del 21 novembre 1929, n. 2330 e la loro successiva applicazione rappresentarono la fase finale, quella risolutiva, della prima riforma dell'assistenza infermieristica in Italia.Nella seconda parte, sposando l'ipotesi di lavoro e la prospettiva di ricerca proposta da Edoardo Bressan, si è tentato di ricostruire una storia perugina dell'assistenza infermiera, cercando le prove e gli indizi per arricchire in una specifica visione localistica le conclusioni cui sono giunti i recenti filoni di ricerca sulla storia generale dell'assistenza infermieristica in Italia

Infermieri nello Spedale Grande di Perugia. Contesti generali e profili locali dall’Unità d’Italia all’epoca fascista

Ramacciati N
2003-01-01

Abstract

Il volume raccoglie il risultato di una ricerca sull'assistenza infermieristica a Perugia dall'Unità d'Italia all'epoca fascista. Obiettivo certamente ambizioso, ma molto accattivane per chi, prima d'essere docente, è anche, da dodici anni, infermiere.Nella prima parte la ricerca si muove nel vasto territorio dell'assistenza infermieristica in Italia, mentre nella seconda affronta la vicenda dell'assistenza infermiera nell'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, l'attuale "Policlinico" di Monteluce. I punti cronologici estremi dell'arco temporale nel quale è stata inscritta la "descrizione dei fatti" sono il 1860, quale coordinata distale, anno in cui l'Italia cessò di essere una mera espressione geografica, ma anche anno che vide sorgere in Inghilterra, presso il St. Thomas's Hospital di Londra, la prima scuola per infermieri fondata da Florence Nightingale, considerata, a ragione, la prima riformatrice dell'assistenza infermieristica moderna e il 1945, coordinata prossimale, anno che con la fine della II Guerra mondiale vide concludersi l'esperienza totalitaria del regime fascista.Fu proprio negli anni del fascismo, infatti, che il lungo dibattito di inizio secolo sulla questione infermieristica giunse a maturazione: i regi decreti legge del 15 agosto 1925, n. 1832 e del 21 novembre 1929, n. 2330 e la loro successiva applicazione rappresentarono la fase finale, quella risolutiva, della prima riforma dell'assistenza infermieristica in Italia.Nella seconda parte, sposando l'ipotesi di lavoro e la prospettiva di ricerca proposta da Edoardo Bressan, si è tentato di ricostruire una storia perugina dell'assistenza infermiera, cercando le prove e gli indizi per arricchire in una specifica visione localistica le conclusioni cui sono giunti i recenti filoni di ricerca sulla storia generale dell'assistenza infermieristica in Italia
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