"La Potione" di Calmo, come noto, offre allo spettatore una rivisitazione parodica e farsesca di uno dei capolavori del teatro comico rinascimentale: la "Mandragola" di Machiavelli. Riducendone il numero degli atti, semplificandone l’intreccio e smorzandone la portata politica, la commedia calmiana si presenta infatti come traduzione disimpegnata e burlesca di un testo che, per sapienza drammaturgica e profondità del messaggio, ha segnato la storia del teatro italiano. Molte sono le citazioni, le riprese, le interferenze, appunto, dalla "Mandragola": dall’incipit, scrupolosamente riprodotto, alla cosiddetta "prova del segno". Ma molte sono anche le "variazioni sul tema", le differenze che complicano il rapporto tra i due testi e non consentono di etichettare "La Potione" come mera imitazione della commedia del Machiavelli.
«Non ti partire, ch'io ti voglio un poco». Interferenze machiavelliane nella "Potione" di Andrea Calmo
Giovanni Lamberti
2025-01-01
Abstract
"La Potione" di Calmo, come noto, offre allo spettatore una rivisitazione parodica e farsesca di uno dei capolavori del teatro comico rinascimentale: la "Mandragola" di Machiavelli. Riducendone il numero degli atti, semplificandone l’intreccio e smorzandone la portata politica, la commedia calmiana si presenta infatti come traduzione disimpegnata e burlesca di un testo che, per sapienza drammaturgica e profondità del messaggio, ha segnato la storia del teatro italiano. Molte sono le citazioni, le riprese, le interferenze, appunto, dalla "Mandragola": dall’incipit, scrupolosamente riprodotto, alla cosiddetta "prova del segno". Ma molte sono anche le "variazioni sul tema", le differenze che complicano il rapporto tra i due testi e non consentono di etichettare "La Potione" come mera imitazione della commedia del Machiavelli.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


