Protagonista della vita culturale italiana a cavallo del millennio, Alessandro Leogrande (1977-2017) ha rappresentato l’ultima voce del meridionalismo critico, lasciando in eredità non solo libri e inchieste di sicuro valore, ma anche un esempio di prassi intellettuale interamente radicata nella lezione della modernità. Il volume dedica ampio spazio alla dimensione filosofica, politica e letteraria della sua opera, con l’obiettivo di emanciparlo da letture semplicistiche. Leogrande ha saputo svolgere una critica del presente senza fughe consolatorie nel passato o nella torre d’avorio della cultura, ha insistito sulla prospettiva della nonviolenza come risposta all’egemonia della disumanizzazione e ha indicato nel socialismo la strada da percorrere per fuoriuscire dalla barbarie capitalista. Il Sud, allegoria di questi processi, ha costituito un osservatorio permanente dei disastri italiani e dei conflitti ingiustamente dimenticati o messi da parte. Scrivere per i vinti è allora un’operazione di rilettura della storia: non una semplice commemorazione degli oppressi, ma un tentativo di riportarli alla luce della coscienza collettiva, di riconsegnarli alla politica
Alessandro Leogrande fra letteratura e inchiesta. Scrivere per i vinti
Marco Gatto
2026-01-01
Abstract
Protagonista della vita culturale italiana a cavallo del millennio, Alessandro Leogrande (1977-2017) ha rappresentato l’ultima voce del meridionalismo critico, lasciando in eredità non solo libri e inchieste di sicuro valore, ma anche un esempio di prassi intellettuale interamente radicata nella lezione della modernità. Il volume dedica ampio spazio alla dimensione filosofica, politica e letteraria della sua opera, con l’obiettivo di emanciparlo da letture semplicistiche. Leogrande ha saputo svolgere una critica del presente senza fughe consolatorie nel passato o nella torre d’avorio della cultura, ha insistito sulla prospettiva della nonviolenza come risposta all’egemonia della disumanizzazione e ha indicato nel socialismo la strada da percorrere per fuoriuscire dalla barbarie capitalista. Il Sud, allegoria di questi processi, ha costituito un osservatorio permanente dei disastri italiani e dei conflitti ingiustamente dimenticati o messi da parte. Scrivere per i vinti è allora un’operazione di rilettura della storia: non una semplice commemorazione degli oppressi, ma un tentativo di riportarli alla luce della coscienza collettiva, di riconsegnarli alla politicaI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


