Bernasconi M.P. et al., Multi-proxy reconstruction of Late Pleistocene to Holocene paleoenvironmental changes in SWCalabria (southern Italy) from marine and continental records. (IT ISSN 0394-3356, 2010). In this work we reconstructed the major climatic changes occurred since the last postglacial transition to the Holocene in SW Calabria(southern Italy). We applied a multidisciplinary approach based on both marine and continental paleoclimatic and paleoenvironmentalproxies. In particular, we focused (i) on the effects of eustatic sea-level rise on the submerged continental shelf (interpreted throughoffshore seismic and core stratigraphy, along with paleoecological and palynological analyses), and (ii) on the geomorphic consequences on land of the main climatic changes and their interplay with late prehistoric to historic human activities (deforestation, cultivation,ploughing, etc.), recorded by soil features in archaeological contexts and pollens in marine cores. In particular, the transgressive andhighstand systems tracts that overly the Last Glacial Maximum unconformity surface were reconstructed in detail. They indicate anupward deepening of sedimentary environments followed by overall depth stability, also confirmed by mollusc paleobiocoenoses.Geomorphic stability coupled with warm and humid climate characterized the middle Holocene, promoting major soil developmentduring Neolithic times. Important changes in soil features towards the late Holocene point to a phase of climatic drying and landdegradation (probably during the Bronze age, ~4 ka BP), followed by restored prolonged moisture availability alternated with minorwarm or dry events. Different episodes of intense soil erosion and human impact occurred in this period, with increasing deforestationand cultivation during about the last 2 ka, as testified by soil features and pollen stratigraphy. The consequent marine response can beprobably related to seaward progradation of the late Holocene sedimentary units, also reflecting river systems adjustment to eustaticbase-level rise and highstand.

In questo lavoro sono state ricostruite le principali variazioni climatiche avvenute dall’ultima transizione postglaciale all’Olocene inCalabria sud-occidentale (Italia meridionale). È stato applicato un approccio metodologico multidisciplinare basato su indicatori paleoclimatici e paleoambientali sia marini sia continentali. Particolare attenzione è stata rivolta (i) agli effetti della risalita eustatica del livellodel mare sulla piattaforma continentale sommersa (interpretati attraverso stratigrafia sismica e di carote di sondaggio a mare, unitamente ad analisi paleoecologiche e palinologiche), ed (ii) alla risposta a terra dei processi geomorfici ai principali cambiamenti climaticied alla loro interazione con le attività antropiche tardo-preistoriche e storiche (deforestazione, coltivazione, aratura, ecc.), registrate neicaratteri pedogenetici dei suoli in contesti archeologici e nei pollini in carote marine. In particolare, sono stati ricostruiti in dettaglio isistemi trasgressivi e di stazionamento alto sovrastanti la discordanza angolare dell’Ultimo Massimo Glaciale. Essi indicano unapprofondimento verso l’alto degli ambienti sedimentari, seguito da una generale stabilità della profondità, anche confermati dallepaleobiocenosi a molluschi. Condizioni di stabilità geomorfologica e clima caldo-umido hanno caratterizzato l’Olocene medio, promuovendo un importante sviluppo del suolo durante il Neolitico. Rilevanti modificazioni nei caratteri pedogenetici verso l’Olocene superioreindicano una fase di inaridimento climatico e di degradazione del suolo (probabilmente avvenuta durante l’età del Bronzo, ~4000 annifa), seguita da un ripristino di condizioni di prolungata umidità, alternata ad episodi minori caldi o aridi. In questo periodo avvengonodiverse fasi di intensa erosione del suolo ed impatto antropico, con un incremento della deforestazione e delle coltivazioni grossomodonegli ultimi 2000 anni, come testimoniato dai caratteri dei suoli e dalla stratigrafia pollinica. La conseguente risposta in ambiente dipiattaforma può probabilmente essere messa in relazione con la progradazione verso mare delle unità deposizionali tardo-oloceniche,che riflettono anche il riequilibrio dei sistemi fluviali in funzione della risalita eustatica e dello stazionamento alto del livello di base.

Multi-proxy reconstruction of Late Pleistocene to Holocene paleoenvironmental changes in SW Calabria (southern Italy) from marine and continental records / Bernasconi M. P., E; Chiocci F., L; Critelli, Salvatore; La Russa M., F; Marozzo, S; Martorelli, E; Natali, E; Pelle, T; Robustelli, Gaetano; Russo Ermolli, E; Scarciglia, Fabio; Tinè, V.. - In: IL QUATERNARIO. - ISSN 0394-3356. - 23:2(2010), pp. 263-270.

Multi-proxy reconstruction of Late Pleistocene to Holocene paleoenvironmental changes in SW Calabria (southern Italy) from marine and continental records

CRITELLI, Salvatore;ROBUSTELLI, Gaetano;SCARCIGLIA, Fabio;
2010

Abstract

In questo lavoro sono state ricostruite le principali variazioni climatiche avvenute dall’ultima transizione postglaciale all’Olocene inCalabria sud-occidentale (Italia meridionale). È stato applicato un approccio metodologico multidisciplinare basato su indicatori paleoclimatici e paleoambientali sia marini sia continentali. Particolare attenzione è stata rivolta (i) agli effetti della risalita eustatica del livellodel mare sulla piattaforma continentale sommersa (interpretati attraverso stratigrafia sismica e di carote di sondaggio a mare, unitamente ad analisi paleoecologiche e palinologiche), ed (ii) alla risposta a terra dei processi geomorfici ai principali cambiamenti climaticied alla loro interazione con le attività antropiche tardo-preistoriche e storiche (deforestazione, coltivazione, aratura, ecc.), registrate neicaratteri pedogenetici dei suoli in contesti archeologici e nei pollini in carote marine. In particolare, sono stati ricostruiti in dettaglio isistemi trasgressivi e di stazionamento alto sovrastanti la discordanza angolare dell’Ultimo Massimo Glaciale. Essi indicano unapprofondimento verso l’alto degli ambienti sedimentari, seguito da una generale stabilità della profondità, anche confermati dallepaleobiocenosi a molluschi. Condizioni di stabilità geomorfologica e clima caldo-umido hanno caratterizzato l’Olocene medio, promuovendo un importante sviluppo del suolo durante il Neolitico. Rilevanti modificazioni nei caratteri pedogenetici verso l’Olocene superioreindicano una fase di inaridimento climatico e di degradazione del suolo (probabilmente avvenuta durante l’età del Bronzo, ~4000 annifa), seguita da un ripristino di condizioni di prolungata umidità, alternata ad episodi minori caldi o aridi. In questo periodo avvengonodiverse fasi di intensa erosione del suolo ed impatto antropico, con un incremento della deforestazione e delle coltivazioni grossomodonegli ultimi 2000 anni, come testimoniato dai caratteri dei suoli e dalla stratigrafia pollinica. La conseguente risposta in ambiente dipiattaforma può probabilmente essere messa in relazione con la progradazione verso mare delle unità deposizionali tardo-oloceniche,che riflettono anche il riequilibrio dei sistemi fluviali in funzione della risalita eustatica e dello stazionamento alto del livello di base.
Bernasconi M.P. et al., Multi-proxy reconstruction of Late Pleistocene to Holocene paleoenvironmental changes in SWCalabria (southern Italy) from marine and continental records. (IT ISSN 0394-3356, 2010). In this work we reconstructed the major climatic changes occurred since the last postglacial transition to the Holocene in SW Calabria(southern Italy). We applied a multidisciplinary approach based on both marine and continental paleoclimatic and paleoenvironmentalproxies. In particular, we focused (i) on the effects of eustatic sea-level rise on the submerged continental shelf (interpreted throughoffshore seismic and core stratigraphy, along with paleoecological and palynological analyses), and (ii) on the geomorphic consequences on land of the main climatic changes and their interplay with late prehistoric to historic human activities (deforestation, cultivation,ploughing, etc.), recorded by soil features in archaeological contexts and pollens in marine cores. In particular, the transgressive andhighstand systems tracts that overly the Last Glacial Maximum unconformity surface were reconstructed in detail. They indicate anupward deepening of sedimentary environments followed by overall depth stability, also confirmed by mollusc paleobiocoenoses.Geomorphic stability coupled with warm and humid climate characterized the middle Holocene, promoting major soil developmentduring Neolithic times. Important changes in soil features towards the late Holocene point to a phase of climatic drying and landdegradation (probably during the Bronze age, ~4 ka BP), followed by restored prolonged moisture availability alternated with minorwarm or dry events. Different episodes of intense soil erosion and human impact occurred in this period, with increasing deforestationand cultivation during about the last 2 ka, as testified by soil features and pollen stratigraphy. The consequent marine response can beprobably related to seaward progradation of the late Holocene sedimentary units, also reflecting river systems adjustment to eustaticbase-level rise and highstand.
seismic and core stratigraphy; paleoecological reconstruction; Late Pleistocene
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11770/154765
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